fatboy slim

Di Davide Agazzi

Fatboy Slim è un dj. Punto. Ha scelto di essere un dj più che unproduttore, nella pista pista invece che nello studio. Questo, in pratica, il senso che emerge da questo scambio epistolare col celeberrimo ragazzo magro ma cicciottello, un uomo in continuo movimento per poter essere il punto fermo nei dancefloor di ogni latitudine. Perché nonostante la sua ultima pubblicazione risalga addirittura al lontano 2004 (con l’album Palookaville, erano i tempi di Slash Dot Dash) – ma sono tanti i moniker sotto i quali il nostro ha prodotto musica – il nome di Fatboy Slim è sempre rimasto sulla cresta dell’onda, come testimoniato dalle centinaia di migliaia di persone che hanno ballato sulla sua musica nei più importanti festival di tutto il mondo, fino ad arrivare al quasi sold out della sua prossima apparizione italiana (10 aprile), al Tenax di Firenze, evento che ha dato il via al nostro scambio di missive.

Diventato celebre nel momento in cui i dj diventavano celebri, è figlio della contaminazione a tutto campo tipica degli anni ’90, periodo della sua affermazione mondiale data dal successo di brani (spesso conditi da grandiosi video) come Rockafeller Skank, Right Here Right Now o Weapon Of Choice. Rock, rap, elettronica, samples: c’era di tutto nella miscela del dj inglese, una scelta stilistica che i media dell’epoca ribattezzarono big beat in onore del club di Brighton gestito proprio da Fatboy Slim. Un mix che fece epoca ma che divenne presto formula, forse uno dei motivi che hanno tenuto Quentin Cook, questo il suo nome all’anagrafe, più lontano dagli studi e più vicino al dancefloor. Perché far ballare le persone è un’arte, e quella non conosce stagioni.

Ciao, grazie per il tempo e la disponibilità. Cosa stai combinando in questi giorni?

Solite cose, faccio il dj in giro per il mondo cercando di far divertire le persone con acid music da party a tutto volume.

Questo venerdì tornerai al Tenax Club, qui a Firenze, dove hai già suonato: che ricordi hai di quella serata? Cosa stai preparando per il tuo prossimo appuntamento in Italia?

Ho gran bei ricordi del Tenax, ed è per questo che sono voluto tornare. L’energia e lo humour del pubblico sono fenomenali, non lo dico tanto per dire, sono genuinamente eccitato per il mio ritorno!

Non ti ho mai visto suonare dal vivo, per cui attendo davvero con ansia questa serata. Molte persone che conosco mi hanno detto che non suoni mai i tuoi brani celebri all’interno dei tuoi dj set. È vero, o dovrei frequentare persone meglio informate? Se fosse vero, posso chiederti perché?

Sei bene informato a metà. Raramente suono i miei vecchi pezzi nella loro forma originale, preferisco passare qualche assaggio delle parti vocali su altre basi, oppure fare direttamente dei veri e propri mash-up. Ci sono sempre dei riferimenti alle mie vecchie hit, ma la regola del gioco è: prima le tracce, chi le ha composte viene dopo.

Sei diventato celebre quando i dj sono diventati celebri e questo avvenne, ovviamente, anche grazie al tuo contributo. Hai portato l’elettronica in molte case, comprese quelle di coloro che non l’avevano mai ascoltata prima. Come ti fa sentire questa cosa? Che ricordi hai di quel periodo? Quando ti sei accorto di esser diventato davvero famoso?

Sono molto orgoglioso del mio ruolo nell’aver portato la musica dance verso un pubblico maggiore, ed è stato sicuramente affascinante osservare la crescita della scena, dai club underground al punto in cui si trova adesso. Da quando ho iniziato è sempre e solo cresciuta! Ricordo di quando fu istituita per la prima volta una tenda apposita a Glastonbury; ho capito di esser diventato famoso quando la notizia del mio fidanzamento finì sul TG nazionale!

Ricordo che i media etichettavano la tua musica come big beat. Come prendesti la cosa? Che rapporto hai con quelle due parole?

Inizialmente ne fui incredibilmente orgoglioso perché la house music deve il proprio nome al Warehouse Club a Chicago, così come la garage music era figlia del Paradise Garage a New York ed infine il big beat fu così battezzato per via del mio piccolo club, il Big Beat Boutique a Brighton. Ci sembrava di star riscrivendo le regole del gioco mixando assieme differenti generi di dance music ma presto l’idea divenne cliché e quando tutti presero a farlo lo stile risultò immediatamente stereotipato esattamente come le regole che cercammo inizialmente di infrangere.

Cosa pensi, invece, dell’odierna scena clubbing? C’è un nuovo Fatboy Slim? Chi è il tuo erede? O, semplicemente, qualcuno che ti ha incuriosito.

Il forte impatto della EDM nel mondo ha fatto crescere la scena dance infinitamente, indirizzando milioni di ragazzini verso quello che facciamo ma, allo stesso tempo, è tutto diventato così formulaico e commerciale che presto molti si annoieranno e tutto tornerà nuovamente ad una dimensione underground. Direi che Calvin Harris, ha raccolto il mio testimone, portando alle masse qualcosa di underground, un degno successore. Inoltre, credo che Diplo sia un genio.

Alcuni dei tuoi brani più celebri sono accompagnati da video meravigliosi, con qualcuno che, nel genere, ha fatto storia. Mentre componi, ti capita mai di pensare per immagini? Voglio dire, visualizzi le canzoni nella tua testa? Hai mai preso parte alla direzione dei tuoi video? In passato hai lavorato con grandissimi registi.  

No. Non ho mai un’idea visuale per una canzone, anche dopo che l’ho completata. Sono stato decisamente fortunato nel poter lavorare con alcuni grandi registi che si sono occupati dello storyboard. Di solito guardo una decina di script e fra questi ce n’è sempre uno che sembra dare vita al pezzo. È una cosa abbastanza strana, anche perché adesso non riuscirei ad ascoltare brani come Praise You o Ya Mama senza ricollegarle alla storia nel video.

Sei uno degli artisti più trasversali che abbia mai ascoltato, mi ricordo i tuoi pezzi suonati nei rock club quando ero un ragazzino. Credi che sia una conseguenza delle tue molteplici influenze? So che  ami molto anche l’hip hop, cosa ne pensi del rap nel 2015? C’è qualcuno che ti piace o che ascolti? Magari qualcuno che vorresti remixare?

Ho sempre pensato che le mie produzioni fossero la somma del mio percorso: sono cresciuto ascoltando i Beatles, ero adolescente durante il punk rock, ho imparato a fare il dj quando esplose l’hip hop ed infine ho speso il resto della mia vita adulta strafatto nei club di acid house. Mescola tutto assieme ed io sono quello che ne risulta. Mi sono allontanato dall’hip hop quando è diventato gangsta ed aggressivo. L’ho sempre amato come musica da festa, i block parties, la daisy age, quelle cose lì. Non qualcuno che chiamava la mia donna una troia o che minaccia di infilarmi un proiettile su per il culo. Rispetto abbastanza Kanye per fottersene di tutto, ma oggi mi trovi a suonare un vecchio 12″ di Spoonie Gee.

Ho fatto anch’io il dj, ovviamente con risultati molto differenti dai tuoi. Ad un certo punto ero entrato in una sorta di loop, dove mi trovavo a suonare ogni sera gli stessi dischi, perché sapevo che funzionavano e sapevo che tipo di reazione avrei ottenuto dalla pista. Ovviamente, tutto divenne noioso molto presto. A te è mai capitato? In caso affermativo, come ne sei uscito?

Alla fine di ogni estate, il mio set per i festival è praticamente lo stesso tutte le notti, perché capisci cosa funziona. Ma poi me ne torno nei club come il Tenax e provo robe nuove. Non sono mai annoiato dai miei set, perchè ogni sera ho sensazioni diverse date dal rapporto col pubblico ma, a volte, mi capita di non mettermi sufficientemente alla prova. Una piccola stanza piena di amici sudati a Firenze farà scorrere i miei flussi creativi!

A proposito di dischi, il tuo ultimo album a nome Fatboy Slim, escludendo il greatest hits, è uscito nel 2004. Quindi, quando uscirà il nuovo disco? Perché c’è un nuovo disco di Fatboy Slim in arrivo, giusto?

Ci sarà nuova musica di Fatboy Slim ma penso che, nell’era digitale, il concetto di album sia abbastanza ridondante. Inoltre, a questo punto della mia carriera, non penso di dover uscire con nuovi brani a meno che non sia spinto da vera e propria passione. Al momento, quello che mi diverte, è fare il dj in giro per il mondo, e questo negli ultimi anni ha assorbito tutte le mie energie.

I tuoi remix sono grandiosi. Come scegli i brani su cui lavorare? Quali elementi scatenano la tua curiosità artistica? Per favore, dimmi il segreto di un grande remix, giuro che non lo dirò a nessuno.

Il segreto di un buon remix sta nel trovare una traccia che sia grandiosa ma che, allo stesso tempo, non è stata messa assieme nel modo giusto. Quindi la completi tu, e poi ti bagni nella gloria riflessa! Scherzi a parte, avendone fatti così tanti nel corso degli anni, adesso mi limito a remixare i brani che davvero credo ne abbiano bisogno, piuttosto che farlo così, tanto per fare. Ce ne sono due che stanno per uscire dei quali sono davvero orgoglioso.

So che sei un grande fan del football (Fatboy Slim è proprietario del 12% delle quote della squadra di calcio di Brighton), e lo sono anch’io, per cui dovevo per forza chiederti un paio di cose. Cosa puoi dirmi della stagione del tuo Brighton? Cosa ne pensi del declino dei club inglesi nelle competizioni europee? Pensi che la Fiorentina, che ha mandato a casa il grande Tottenham, possa vincere l’Europa League?

La Fiorentina può certamente vincere la coppa se ci credete! Il Brighton ha avuto una stagione terribile, abbiamo perso il nostro allenatore e venduto il nostro cannoniere ma pare che riusciremo ad evitare la retrocessione (incrocio le dita) e a rifare gruppo col vecchio coach. Non ho idea del perché le squadre della Premiership siano così scarse in Europa. Il Brighton non si è mai ritrovato in questi scenari, ma spero che in futuro torneremo a giocare con più impegno e maggior attitudine.

Ultima cosa: mi piacerebbe sapere chi, o cosa, ti spinse inizialmente a diventare un musicista.

Donny Osmond venne in Inghilterra quando avevo otto anni. Aveva un giubbotto di pelle con, alle spalle, il suo nome scritto con le borchie ed un pianoforte che si illuminava quando suonato. Ho pensato: “quello sembra il mestiere più fico del mondo!”

Si ringrazia DNF Booking Crew

10/04 – Tenax Club – Firenze