velvet underground

Maureen “Moe” Tucker, la batterista dei Velvet Underground, ha scritto un tributo in ricordo di Lou Reed per l’Observer, unendosi alla moglie Laurie Anderson e ad artisti del calibro di Patti Smith, David Byrne, Antony Hegarty, Morrissey e David Bowie. Ve ne abbiamo tradotto un estratto:

Lou aveva una certa reputazione, certamente. Era un duro e poteva essere percepito come scorbutico e rissoso, ma sono arrivata a capire che il suo caratteraccio veniva fuori soltanto quando si trovava di fronte dell’incompetenza. Non importa se provenisse da un cameriere o da un produttore, avrebbe aperto in due qualcuno piuttosto di riuscire a fare tutto alla perfezione. Non sopportava felicemente gli stupidi. Era così, semplicemente, ma era anche incredibilmente incoraggiante e generoso. È stato un buon amico, nonostante ogni cosa. All’interno del gruppo era come se fossimo fratello e sorella, una relazione che è durata a lungo dopo lo scioglimento del gruppo. Ci mandavamo sempre cartoline di natale, cartoline per il giorno di San Valentino. Era una di quelle amicizie in cui non era fondamentale vedersi molto di persona. Ci capitava di incontrarci una volta ogni due, cinque anni ed era come se ci fossimo visti la settimana precedente. Invecchiando, arrivi a capire che amicizie come queste sono davvero rare. E allora mi manca davvero, davvero tanto. Sto appena iniziando a concepire che Lou non ci sia più.

Quando morì Sterling [Morrison, bassista dei Velvet Underground] fu uno schifo, ma almeno me lo aspettavo. Nel caso di Lou, non avevo idea di quanto malato fosse. Sapevo che aveva subito il trapianto di fegato e che non sarebbe stato più quello di prima, ma non ero davvero pronta a ricevere una notizia come quella. È stato duro. È ancora duro.

Ai tempi, stavamo vivendo un’avventura e ci volle un po’ al mondo per capire che cosa stessimo facendo. Avvenne tutto grazie al passaparola, dato che era impossibile far uscire i nostri dischi da New York. Penso che sia stata una cosa buona, dato che ci ha permesso di non spendere tutti i ricavi dalle royalties quando eravamo giovani e stupidi (ride).

Ci siamo divertiti molto, anche a dare fastidio alle persone. Scherzavamo sempre sul metro di giudizio che davamo ai nostri concerti: erano migliori quante più persone avevano lasciato la sala. Adesso, penso che quelli furono momenti perfetti, in un certo senso. Ci siamo sciolti al momento giusto, e ci siamo lasciati dietro solo una manciata di grandi album. Non è stata una carriera. Non siamo andati avanti a suonare come fanno molte band, ma abbiamo influenzato tantissime persone.

Adesso Andy se n’è andato, Sterling se n’è andato, Nico se n’è andata e Lou se n’è andato. È strano. Mi mancano tutti, ma Lou mi manca davvero tanto.

Era un grande cantautore che si spingeva al limite in tutto ciò di cui scriveva, ma la cosa più importante è che era un amico fedele. Non mi sembra giusto, quest’anno, non mandargli una cartolina di Natale.

Potete leggere l’intero tributo della Tucker a questo link.