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patti antony byrne2

Dopo quelli del compagno John Cale, di Morrissey e di David Bowie, anche i commenti di Patti Smith, Antony Hegarty e David Byrne si aggiungono alle parole di ricordo sulla morte di Lou Reed, avvenuta domenica 27 ottobre.

Patti Smith ha rilasciato due dichiarazioni. Una, a Rolling Stone, dice:

[quote]Lou era un poeta molto speciale – uno scrittore di New York, allo stesso modo in cui Walt Whitman era un poeta di New York. Una delle cose che ho imparato da Lou, che non se n’è mai andata, è quel processo che è suonare dal vivo su un ritmo, improvvisare poesia, il modo in cui si muoveva su tre accordi per 14 minuti. È stata una rivelazione per me.[/quote]

Una seconda, tratta da un’intervista a Billboard (che tocca anche la prima volta che la Smith vide i Velvet Underground dal vivo):

[quote]Molti di noi hanno beneficiato del suo lavoro. Gli siamo tutti debitori. La maggior parte di noi debitori non sono molto felici di doverlo ammettere. A volte è bello immaginare che tu abbia fatto tutto da solo. Ma penso che, con Lou, tutti si metteranno in fila per ringraziarlo, a loro modo.[/quote]

Antony Hegarty ha invece pubblicato uno stato su Facebook assieme a una foto di lui assieme a Reed, David Bowie, Bette Midler, e Laurie Anderson alla Carnegie Hall con il cantante jazz Little Jimmy Scott:

[quote]Lou era come un padre per me. Non mi sono mai sentito così capito e amato per chi veramente sono da un uomo più di quanto Lou Reed sia riuscito a farlo. Ha combattuto instancabilmente perché io avessi un posto nella cultura più alla luce del giorno. La mia carriera non avrebbe mai preso piede senza l’eccezionale influenza di Lou. Le persone che gli erano vicine lo conoscevano come un amico dal cuor di leone, intensamente premuroso. Mentre parlavamo della morte un paio di settimane fa, mi disse che mi stavo concentrando sulla cosa sbagliata. Il suo obiettivo, specialmente nei tempi più recenti, è stato esercitare la sua disciplina mentale a restare ancorata al presente e ad evitare di essere tenuta in ostaggio dalla paura di un futuro illusorio. Ha affrontato la morte con dignità e coraggio, e anche in quel frangente è rimasto un insegnante e un mentore per me. Mi manca, e lo dico con tutto il mio cuore. È difficile per me accettare il fatto che un tale gigante possa davvero essersene andato.[/quote]

Anche David Byrne ha parlato a Rolling Stone, spiegando che Reed aveva dato preziosi consigli ai Talking Heads all’inizio della loro carriera, chiamandolo “uno dei nostri eroi” ed elogiando la sua infinita curiosità di musica nuova. Ha poi aggiunto: [quote]Il suo lavoro e quello dei Velvet è stato un grande motivo che mi ha spinto a trasferirmi a New York, e non penso di essere il solo a poterlo dire. Volevamo vivere in una città che coltivava e nutriva quel tipo di talento.[/quote]

Potete guardare qua sotto una performance dal vivo di Perfect Day di Lou Reed, assieme ad Antony, allo show della BBC Live… With Jools Holland.


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