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L’ultimo editoriale di David Byrne che abbiamo tradotto era quello “sulla New York che cambia”. La sua nuova preoccupazione concerne invece la National Security Administration (in italiano, Agenzia per la Sicurezza Nazionale), e gli ampiamente discussi metodi di sorveglianza che sta adottando. Byrne ne ha discusso sul suo blog, in un lungo pezzo, parlando anche delle sue paure per il futuro. Ve ne abbiamo tradotto un ampio estratto.

Non mi stupirà scoprire che tutte le nostre carte di credito e password sono state hackerate dalla NSA. Niente è al sicuro dai loro sguardi impiccioni, e diranno certamente che spiano i nostri movimenti bancari e tutto il resto per scongiurare attacchi terroristici. Dicono che fanno questo solo a certi “target”, ma adesso sappiamo di essere tutti quanti dei target. Se nessuna transazione fatta online è sicura dal loro spionaggio, allora ogni forma di business sul web è in pericolo. Anche noi consumatori, che ci siamo fidati di quelle aziende o imprese, siamo in pericolo. Nessuna forma di commercio può continuare a esistere nelle attuali condizioni.

A questo punto, Byrne sospetta:

Inevitabilmente, europei e latino-americani cesseranno i loro legami con gli USA e il Regno Unito il più in fretta possibile – se non lo hanno già fatto. È naturale, le grandi compagnie di tecnologia che si fondano su transazioni finanziarie sicure impazziranno. Comunque, visto che il loro modello di business è basato sul tracciare le nostre opinioni, i nostri acquisti, e i nostri comportamenti sociali, a un certo punto saranno talmente sdegnati da porsi un limite. Si spingeranno tanto in là quanto è necessario per proteggere i loro interessi. Noialtri dovremo cavarcela da soli. D’altronde, sono loro quelli che hanno passato i nostri dati alla NSA – lo negano, ma è piuttosto ovvio.

Tutto ciò, secondo me, porterà a un’altra rivelazione: le compagnie tecnologiche collaborano con la NSA più di quanto siano disposte ad ammettere. Va ricordato che se tutto questo sarebbe dovuto restare segreto, allora le compagnie tecnologiche non avrebbero avuto motivo di prendere precauzioni perché non accadesse.

Secondo Byrne, internet sta effettivamente corrompendo il mondo, e Amazon e Google hanno una mole di informazione tale che dovremmo esserne spaventati.

Magari era inevitabile. Magari la natura intrinseca di Internet (cioè avere tentacoli che arrivano ovunque) – e il fatto che ci sarebbe stato qualcun pronto a sfruttarla, come gli hacker, o i cyber-criminali, o anche il governo – ci si sarebbe rivelata comunque, prima o poi. Le informazioni volano ovunque, sempre…

In tanti si staranno chiedendo dov’è il problema. Se Amazon e Google creano le pubblicità mirate, pubblicizzando sulla pagina che visiti delle cose basate su ciò che sanno di te, dov’è il problema? Penso che si paleserà quando i nostri dati delle carte di credito non saranno più al sicuro. Immaginate se qualcuno volesse far fuori un nemico, ripulendogli lentamente il conto in banca? Sembrerò paranoico, ma una situazione simile non si sta sempre più concretizzando?

Qui, potete leggere il post per intero, mentre qui sotto potete guardare Byrne che canta This Must Be the Place al programma di Jools Holland, nel 2004.