I corpi liberati nel video in anteprima di Broken Flowers di Lyre

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Broken Flowers è il primo singolo di Lyre, progetto musicale dell’artista Serena Brindisi

Lyre è il progetto musicale dell’artista milanese Serena Brindisi, nato a Edimburgo dopo oltre 10 anni come attrice di teatro e performer in Italia. In attesa dell’album d’esordio Queer Beauties, prodotto da Giuliano Pascoe aka Droven (Pashmak, Clio and Maurice, Milanorovina), Broken Flowers è il primo singolo, di cui più sotto potete vedere in anteprima il video.
“Un altro tema guida centrale per questo lavoro”, spiega, “è stato il doppio che ci abita, Il contrasto, il maschile e il femminile e la necessità di far vivere e esprimere entrambi, rompendo certe gabbie interiori portate dentro dall’infanzia, insieme a ombre profonde come quella emanata da queste bellezze zoppicanti, in cui mi sono specchiata, strambe, ambigue e regine anch’esse del doppio, al cui interno è nascosta una luce potentissima. Le ombre dorate come le chiamava Carl Jung di questi nostri corpi corazzati.

La ricerca di un costante contrasto inoltre, a livello di produzione musicale, (e in questo Giuliano Pascoe è stato incredibile) per me stato fondamentale per esprimere al meglio questo strappo, questa dualità. Spesso mi sono ritrovata a creare assiduamente ritmiche ossessive, zoppe, taglienti e metalliche, violente a livello sonoro che potessero contrapporsi in modo prepotente su melodie delicate in armonie sospese. Un mondo in cui a un bombardamento violento e costante si schierasse una voce fragile, profondamente intima e disarmata, come per Dorothy, o , come per Broken Flowers, una voce scura e irriverente, severa e tagliente, necessariamente distruttiva che si imponesse e portasse avanti il proprio universo ossessivo, come sacerdotessa spietata di un rito antico , necessario ..

La mia ricerca adesso, anche come produttrice è ancora di più incentrata su questi aspetti e spero di riuscire sempre meglio a ricreare suoni in prima persona, ancora più estremi da una parte e distesi dall’altra, che possano evocare strappi e rotture profonde cosi come lame lucenti e sospensioni acquee, brani in cui un silenzio o un sussurro possa essere più pericolosi di un’esplosione. Sento di essere solo all’inizio di questo nuovo viaggio, ma di aver una direzione chiara e molto attraente non vedo l’ora di continuare a scrivere e approfondire vari aspetti del sound design per avere sempre più strumenti per il mio prossimo lavoro.

A livello estetico inoltre, volevo aggiungere l’importanza che per me ha in questo momento storico la necessità di mostrare i nostri corpi veri , sopratutto nel femminile, liberi dalle gabbie in cui soffochiamo e distanti da scopi di mera mercificazione, ritornare alla loro potenza antica e ancestrale, ora soffocata e sedata dalla plastica e da il bombardamento di immagini di una società patriarcale, maschilista e consumistica a livelli folli ,che probabilmente mi attaccherà due asterischi sui capezzoli, pur essendo un video lontanissimo da qualsiasi tipo di pornografia”.

Redazione Rumore
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