La BBC e la “minaccia all’ecosistema musicale”: la lettera aperta di oltre 500 artisti

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La scorsa settimana la BBC ha annunciato alcuni importanti cambiamenti nei palinsesti, che non sono stati graditi da molti artisti: in particolare alcuni tagli, come quello del programma di musica jazz e sperimentale Late Junction, hanno convinto oltre 500 artisti, fra cui Brian Eno, Jarvis Cocker, Peter Gabriel, Alex Kapranos, Ed O’Brien, Phil Selway, Billy Bragg, a scrivere una lettera aperta che è stata pubblicata dal Guardian.

“Noi amanti della musica”, scrivono, “musicisti, artisti, curatori, discografici, gestori di locali, organizzatori di festival e critici ci uniamo per protestare contro questi tagli più forte che possiamo. Il jazz inglese sta vivendo una rinascita. Il folk attrae un ampio pubblico. La musica elettronica e sperimentale è fiorente, e i confini fra i generi, i media e le scene si dissolvono e si muovono in mutazioni sempre più eccitanti. Quindi è sconcertante che, nel mese del suo festival sold-out a Londra, Late Junction è stato ridotto da tre puntate a settimana a una. Jazz Now e Geoffrey Smith’s Jazz sono messi “a riposo”. Music Planet, l’unico programma di Radio 3 dedicato all’esplorazione della musica di tutto il mondo, sarà ridotto di durata. Siamo contenti del nuovo Unclassified, ma è solo un’ora. Non è abbastanza. La nostra cultura si arricchisce molto con questi programmi. Gli appassionati di musica accendono per fare nuove scoperte e costruire nuove comunità creative. I musicisti fanno affidamento su questi show come ancore di salvezza per supportare e condividere la loro musica con un pubblico entusiasta, nazionale e internazionale. Nuovi lavori e collaborazioni inaspettate sono successe direttamente o indirettamente grazie a questi show. Questo fiorente ecosistema culturale sarà danneggiato, e le carriere dei musicisti profondamente toccate, perché le opportunità per il loro lavoro di essere conosciuto dal grande pubblico saranno drasticamente ridotte, in patria e all’estero. Noi lavoriamo nei mondi del jazz, del folk, della musica classica, sperimentale, elettronica e altro, ma insieme condividiamo uno scopo. Chiediamo a Radio 3 di ripensare a questi cambiamenti, e a come influiranno profondamente sulla nostra cultura popolare”.

Redazione Rumore
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