
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 20 al 26 aprile
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

Foo Fighters – Your Favorite Toy (RCA/Roswell)
A tre anni di distanza dal precedente But Here We Are la band di Seattle torna con il suo dodicesimo album in studio. Dopo che nel disco del 2023 a compensare il vuoto lasciato dalla scomparsa di Taylor Hawkins era stato proprio Dave Grohl, tornato per l’occasione dietro le pelli, per questo nuovo lavoro è stato coinvolto Ilan Rubin (che tra i tanti ha suonato nei Nine Inch Nails e nei Paramore). Il risultato che ne emerge è un disco in pieno stile Foo Fighters: riff letali, brani incisivi, sonorità sporche, brani energici ma al contempo carichi di una certa malinconia.

Ringo Starr – Long Long Road (Universal/Roccabella/UMG)
Nell’anno in cui è stato annunciato che nella mastodontica serie di biopic dedicati a ciascun membro dei Beatles sarà Barry Keoghan ad interpretarlo, l’instancabile artista britannico torna con il suo ventiduesimo album in studio. Dopo la virata di genere intrapresa con il precedente Look Up di appena un anno fa, l’ex Beatle realizza un nuovo album fortemente tendente al country americano, inserendovi influenze del “suo” rock britannico e affidando le produzioni nuovamente a T-Bone Burnett. All’interno del disco si possono trovare anche una serie di ospiti: Sherly Crow, St. Vincent, Molly Tuttle e Billy Strings.

Noah Kahan – The Great Divide (Mercury/UMG)
Dopo la sua partecipazione al festival di Glastonbury a giugno e la pubblicazione del documentario Noah Kahan: Out Of Body appena un mese fa, il cantautore torna con il suo quarto album in studio, che segue Stick Season del 2022. Un disco registrato nei posti più disparati come ammesso dallo stesso artista: “È stato scritto accanto a un pianoforte a Nashville, accanto a uno stagno a Guilford in Vermont, in un leggendario studio di registrazione a nord dello stato di New York, su una fattoria con una torre di avvistamento incendi a Only in Tennessee.”

Metric – Romanticize The Dive (Thirty Tigers)
Messo alle spalle l’ambizioso progetto Formentera, pubblicato sotto forma di due album tra il 2022 e il 2023, Emily Haines e soci tornano con l’album che gli permette di raggiungere la doppia cifra. Realizzato con la stessa formula alla base del loro disco di maggior successo Fantasies, produzioni affidate a Gavin Brown e registrazioni effettuate negli Electric Ladyland Studios di New York, la band canadese vuole qui raccontare le prime fasi della sua carriera e tornare all’essenza di quei tempi, in contrapposizione con la sperimentazione che l’ha caratterizzata maggiormente negli ultimi anni.

Angelo De Augustine – Angel In Plainclothes (Asthmatic Kitty)
A tre anni di distanza dal precedente Toil And Troubles l’artista americano torna con il suo sesto album in studio. Il disco è stato fortemente influenzato dalla dura battaglia con una malattia, come dichiarato dal musicista: “Sto cercando di capire chi sono ora. Mi sento come se mi fosse stata data una seconda possibilità nella vita, e vorrei viverla. (…) Una delle cose che mi ha aiutato di più ad andare avanti è stata la gente che mi stava vicino e mi diceva che alla fine tutto sarebbe andato bene. Spero che queste canzoni abbiano lo stesso effetto sulle persone là fuori e le aiutino a capire che i miracoli sono possibili“.

Friko – Something Worth Waiting For (xpevted/ATO)
Dopo l’esaltante debutto di due anni fa con Where We’ve Been, Where We Go From Here, incluso in diverse classifiche sui migliori dischi del 2024, la band americana intende riconfermarsi con questo seguito, tra i più attesi del 2026. Frutto di un cambio di formazione, che ha visto l’ingresso del chitarrista Korgan Robb e del bassista David Fuller, il disco affronta temi legati al viaggio e al movimento, risultando fortemente influenzato dalle tournée e dai frequenti spostamenti affrontati dalla band negli ultimi anni.

Julia Cumming – Julia (Partisan)
Messa temporaneamente e recentemente da parte l’attività con i suoi Sunflower Bean, dal momento che l’ultimo disco della band Mortal Primetime risale ad appena un anno fa, la cantante e bassista pubblica oggi il suo album di debutto come solista. Un lavoro nel quale l’artista ha scelto di mettere al centro sé stessa, come titolo e copertina esplicitano fin da subito, e il suo processo di rinascita e passaggio verso una nuova fase della sua vita, più serena e rilassata rispetto a quella frenetica e intensa che l’attività dal vivo con la band imponeva.

Terror – Still Suffer (Flatspot)
A quattro anni di distanza dal precedente Pain Into Power la band hardcore americana torna con il suo nono album in studio. Prodotto dall’ex chitarrista della band Todd Jones, il disco non tocca nemmeno la mezz’ora di durata, puntando a scorrere molto velocemente come un flusso continuo, e vanta al suo interno una serie di ospiti: Chuck Ragan degli Hot Water Music, Jay Peta dei Mindforce, Brody King dei God’s Hate e Dan Seely dei King Nine.

White Denim – 13 (Bella Union)
Nell’anno in cui il loro disco Stiff compie dieci anni la band di Austin realizza il suo tredicesimo album in studio, come esplicitato dal titolo, che segue l’altrettanto eloquente 12 del 2024. Come sempre l’eclettismo più puro è la cifra stilistica di James Petralli e soci, che prendono in questo caso come perno il groove per muoversi a cavallo di una serie di genere che include dub, funk, rock, soul e psichedelia. Anche i punti di riferimento musicali sono molteplici e tutti da trovare, spaziando da Stevie Wonder a Caetano Veloso, dai Rolling Stones a John Cale.

At The Gates – The Ghost Of A Future Dead (Century)
Il canto del cigno di Tomas Lindberg. Le registrazioni per questo album sono iniziate nel 2022, salvo poi procedere a singhiozzi l’anno seguente a causa del carcinoma diagnosticato al cantante, che l’ha costretto a sottoporsi a una serie di cure. Nonostante la fatica e i dolori, è riuscito a registrare gran parte delle demo vocali prima dell’intervento e dei successivi trattamenti, senza, tuttavia, poter ammirare il risultato finale. Lindberg è infatti scomparso lo scorso settembre e questo disco costituisce una dedica alla sua memoria e alla sua eredità come cantante e leader della band.

OOIOO / Lightning Bolt – THE HORIZON SPIRALS / THE HORIZON VIRAL (Thrill Jockey)
Entrambe le formazioni sono ferme dal 2019, quando i giapponesi pubblicarono Nijimusi e gli americani uscirono con Sonic Citadel. Decidono di tornare insieme oggi con questo split album, nel quale le prime due (lunghe) tracce sono riservate alla band capitanata da YOSHIMIO e al loro stile estremamente sperimentale, mentre le successive cinque (che costituiscono un’unica suite) sono affidate al duo composto da Brian Chippendale e Brian Gibson e al loro noise rock aggressivo. Il risultato è un disco scomodo, fastidioso, ma che oggi suona come una manna dal cielo.

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