
Tutti i contenuti del numero 408 di Rumore, gennaio 2026. Per sempre Bowie, 2016-2026
Il 2026 di Rumore inizia con un numero fuori dal comune: ben 148 pagine che includono, oltre ai consueti contenuti e spazi, uno speciale intitolato I Dischi Della Vergogna (Di Cui Non Dovremmo Vergognarci). Abbiamo chiesto a redattori, collaboratori e alcuni ospiti musicisti che si sono gentilmente prestati all’iniziativa di raccontarci album dei quali, per vari motivi, fino ad ora non avevano mai troppo sbandierato l’apprezzamento: puri e semplici guilty pleasures (e qualche scheletro nell’armadio), ma anche lavori riconducibili a generi al di fuori dei radar di “Rumore”, oppure considerati troppo disimpegnati o poco cool ai tempi della loro uscita. Niente dischi di culto consolidati, classici della discografia “rumoriana” o tesori nascosti, bensì lavori che è giunto il momento di riscattare da una pessima fama. 116 schede di dischi distribuite su 32 pagine che speriamo vi divertirete a leggere quanto noi ci siamo divertiti ad assemblare.
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Ma il numero di gennaio di Rumore è “speciale”, perdonate il bisticcio, non solo in virtù del suo speciale. Il servizio di copertina ci racconta David Bowie a 10 anni esatti della sua scomparsa, una ricorrenza che cade insieme al cinquantennale (ancora una volta esatto) di un album, Station To Station, che ha rappresentato per il suo autore una serie di snodi decisivi. Oltre a una intervista del 1987 firmata Kurt Loder (tratta dal recente volume de Il Saggiatore E L’Artista parlò Alla Rockstar, recensito nelle stesse pagine insieme ad altri due libri che trattano del Nostro), trovate l’intervista di Letizia Bognanni a Earl Slick, chitarrista tra i protagonisti delle session di Station To Station e collaboratore di Bowie anche in seguito, e un reportage di Stefania Ianne sul nuovo avveniristico spazio museale dedicato all’artista britannico, il David Bowie Centre presso il V&A East Storehouse di Londra.

Luca Frazzi e Andrea Valentini si sono invece avventurati in una monumentale ricostruzione delle vicende legate al leggendario locale che ha ospitato i primi vagiti della scena punk newyorchese (e non solo), il CBGB. Un intreccio di testimonianze (il cofondatore del magazine “Punk” John Holmstrom e la fotografa Roberta Bayley), ricostruzione storica e racconto di una eredità fondamentale della musica novecentesca.

Carlo Bordone, infine, ha intervistato gli Sleaford Mods: il duo di Nottingham pubblica il suo album più sfaccettato e ambizioso, nel quale il pessimismo nei confronti delle sorti del pianeta lascia comunque spazio per qualche spiraglio di luce.

A proposito di rubriche, in Futura trovano spazio Satantango, The Belair Lip Bombs, Tyler Ballgame, Banadisa, Index For Working Music, Lostatobrado e Snocaps, in My Tunes Maurizio Blatto parla di Shirley & Company, ne I Complessi raccontiamo Bruno Dorella, in Flashback Diego Ballani ripercorre le vicende di una anomalia nel panorama industrial anni 80, gli scozzesi Fini Tribe, mentre in Visioni il film del mese è Marty Supreme di Josh Safdie.

A proposito di album: il nostro disco internazionale del mese è Blizzard di Dove Ellis, il disco italiano del mese è il nuovo lavoro di Marta Del Grandi, Dream Life, e tra i nomi recensiti abbiamo Dry Cleaning, Fucked Up, Zu, Esse Pi Enne, e tra le ristampe Alan Vega e Style Council.
Rumore 408, gennaio 2026, è in edicola al prezzo di 9,90 euro. Disponibile anche la versione digitale. Buona lettura!
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