
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 14 al 20 ottobre 2024
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

Karate – Make It Fit (Numero Group)
Dopo diciassette anni di inattività, la band americana era tornata sulle scene con una serie di concerti di reunion e dimostra di essere pronta anche per realizzare nuova musica: a vent’anni di distanza dall’ultimo Pockets, questo settimo album in studio è chiamato a far vedere che la band è tornata ed è ancora in grado di stupire con quella sua miscela di indie rock, post-hardcore e, persino, jazz.

Porridge Radio – Clouds In The Sky They Will Always Be There For Me (Secretly Canadian)
A due anni di distanza da Waterslide, Diving Board, Ladder To The Sky la band di Brighton capitanata da Dana Margolin torna con il suo settimo album in studio. Per spiegarne il tema, la leader stessa ne ha parlato così: “Gran parte di questo album parla di un tipo di amore più frenetico e disperato. Parla di come ho perso completamente il senso di me stessa in una relazione e del profondo residuo di insicurezza e dolore che è rimasto e ha offuscato una nuova relazione.”

High Vis – Guided Tour (Dais)
La band londinese è sempre attenta alle tematiche sociali e, se il precedente Blending del 2022 si focalizzava su una classe lavoratrice sempre più oppressa, questo album – il terzo – mostra un presente distopico, una società gettata nel caos e svuotata di ogni possibilità di cambiamento. A corredo di tutto ciò troviamo il loro consueto stile punk-hardcore, arricchito questa volta con influenze provenienti sia dal Britpop che dal Madchester.

MC5 – Heavy Lifting (Kick Out The Jams/earMUSIC)
La leggendaria band americana, che è entrata nella storia ponendo le basi per il punk con il classico Kick Out The Jams, dopo anni di scioglimenti e reunion condite da tournée, aveva deciso di tornare a fare nuova musica a più di cinquanta anni dall’ultima volta. I membri superstiti della formazione originale Wayne Kramer e Dennis Thompson, tuttavia, sono entrambi venuti a mancare quest’anno dopo aver terminato le registrazioni. Quello che esce oggi costituisce, quindi, in modo molto romantico, l’atto conclusivo di questa storia leggendaria.

Visconti – Boy Di Ferro (Dischi Sotterranei/La Tempesta)
Un disco diviso tra continuità e rottura rispetto all’esordio di due anni fa con DPCM. Se all’epoca ad essere indagati erano gli anni difficili della pandemia e tutte le false promesse che li hanno accompagnati, questa volta il tema centrale è l’accettazione della fine di una storia d’amore. L’artista, inoltre, dimostra di volersi togliere di dosso l’etichetta dell’indie rock e in questo disco sperimenta tante sonorità diverse, ma sempre con la rabbia nelle esecuzioni che lo contraddistingue.

Fantastic Negrito – Son Of A Broker Man (Storefront)
A un anno di distanza dal disco acustico Grandfather Courage, il cantautore americano torna con il suo ottavo album in studio. Un disco nel quale l’artista riesce a mettersi a nudo come non mai, affrontando in particolare il suo travagliato rapporto con la figura paterna. Il tutto è sostenuto da un’affascinante fusione di sonorità anni 70, tipiche di Negrito, in bilico tra rock, blues, funk e soul.

Jerry Cantrell – I Want Blood (autoprodotto)
Forte di una ricca schiera di collaboratori, tra cui spiccano Duff McKagan (Guns ‘n’ Roses) e Rob Trujillo (Metallica), il chitarrista e cantante degli Alice In Chains si appresta a pubblicare il suo quinto album in studio. Un disco diverso dai precedenti e carico di fiducia, come dichiarato dall’autore stesso: «Questo disco è un lavoro serio. (…) È duro e completamente diverso da “Brighten”. (…) Penso che sia uno dei miei lavori migliori sia come autore che come musicista»

The Necks – Bleed (Northern Spy)
Il trio australiano composto da Chris Abrahams, Tony Buck e Lloyd Swanton è arrivato a quota diciotto con questo album, che arriva ad appena un anno di distanza dal precedente Travel. Un lavoro composto da un’unica lunghissima traccia da 42 minuti, che porta il titolo del disco e prova a descrivere la lenta bellezza della quiete e del declino senza fare ricorso ad alcuna parola, perché nessuna sarebbe in grado di esprimere l’idea allo stesso modo.

Confidence Man – 3AM (LA LA LA) (Chaos/Polydor/Universal)
Per questo terzo album in studio, che segue Tilt del 2022, la band australiana capitanata dai due cantanti Janet Planet e Sugar Bones si è spostata a Londra per farsi investire dalla sua cultura rave degli anni 90. Il risultato non poteva che essere un disco massiccio, elettrizzante e carico di beat irresistibili, che promettono di far ballare intere folle nei prossimi festival e di mostrare come i Confidence Man siano sempre l’anima della festa.

Japandroids – Fate & Alcohol (Anti)
Il duo composto da Brian King e David Prowse giunge al quarto disco, nonché ultimo atto della loro storia insieme. Dopo anni di inattività (l’ultimo Near To The Wild Heart Of Life risale al 2017) e concerti cancellati la band ha deciso di dire basta, soprattutto per il bisogno di King di ricercare uno stile di vita sobrio e di dedicarsi pienamente alla sua famiglia. Prima che ciò accada, tuttavia, questo album esce per dimostrare cosa sono stati i due insieme e dare un ultimo assaggio del loro modo di fare musica.

Kelly Lee Owens – Dreamstate (dh2)
A due anni di distanza da LP.8 la produttrice gallese realizza il quarto album in studio e l’opposizione con il suo precedente lavoro appare subito chiara. Se il disco del 2022 era più vicino all’Ambient e cupo nelle atmosfere, questo tende ad un’elettronica dancefloor e melodica, o come suggerisce il titolo sognante. Ad accompagnarla in questo nuovo corso troviamo ospiti quali Andrew Ferguson e Matthew McBriar dei Bicep e Tom Rowlands dei Chemical Brothers.

Oliver Coates – Throb, shiver, arrow of time (RVNG)
Reduce in questo 2024 dalla pubblicazione di ben tre colonne sonore (Foe, Occupied City e Mary & George), il compositore britannico ha trovato il tempo anche per pubblicare il suo nono album in studio. Un lavoro in cui a farla da padrone è sicuramente il suo inconfondibile violoncello, che l’autore ha presentato così: “Riguarda le trasmissioni approssimative dai nostri ricordi, ricoperte con emozioni provenienti da altre fonti.”

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