
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 7 al 13 ottobre 2024
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

Chat Pile – Cool World (The Flenser)
A due anni di distanza dal debutto con God’s Country la band dell’Oklahoma torna con un nuovo album, il cui tema portante sono i mali della società contemporanea. Con la loro commistione di sludge e noise rock toccheranno argomenti quali la guerra, le violenze, l’ansia costante e la difficoltà nell’instaurare rapporti sociali, in modo diretto e cupo, rafforzato ancor di più dal titolo ossimorico del disco.

Touché Amoré – Spiral In A Straight Line (Rise)
Negli anni successivi al successo di Stage Four la band losangelina ha dimostrato di aver dato piena forma al proprio stile post hardcore ed emo/screamo grazie al precedente Lament di quattro anni fa. Con questo nuovo disco, il sesto, Jeremy Bolm e soci tentano di confermare ancora una volta la validità di questa formula, anche con il contributo di due ospiti: Lou Barlow dei Dinosaur Jr. e Julien Baker dei Boygenius.

The Offspring – SUPERCHARGED (Wabi Sabi Worldwide/Concord)
Dopo aver fatto aspettare ben 9 anni i fan per l’uscita del precedente Let The Bad Times Roll del 2021, per questo undicesimo album in studio la band californiana ha deciso di accorciare i tempi. Prodotto da Bob Rock, il disco ci restituisce una band in grande stato di forma e in un momento di forte ispirazione, dal momento che le sue registrazioni sono iniziate subito dopo la pubblicazione del decimo album.

Colapesce – Iddu – Sicilian Letters (Numero Uno/Sony)
A pochi giorni dall’ufficializzazione della pausa che il suo sodalizio artistico con Dimartino si prenderà, il cantautore pubblica la sua prima colonna sonora, realizzata per l’omonimo film di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. L’accompagnamento musicale, già vincitore del premio Soundtrack Star Award 2024 alla Mostra del Cinema di Venezia, è composto interamente da brani strumentali e dal singolo La Malvagità, che anticipa i temi del film.

Motta – Suona! Vol.1 (Sona/ADA)
Giunto al suo quinto album in studio, che arriva ad appena un anno di distanza da La Musica è Finita, il cantautore toscano ha deciso di fare una summa della sua produzione e realizzare un disco di brani già editi. Ad eccezione della title-track, inedita, il resto della scaletta recupera brani della precedente discografia di Motta, non per farne una raccolta, ma per stravolgerli nell’arrangiamento e dargli una veste nuova. Un progetto che ha divertito l’autore a tal punto da avere già in mente di pubblicare almeno un altro capitolo di questa serie.

Night Skinny – Containers (Island/Universal)
A due anni di distanza dall’acclamato Botox, il produttore molisano torna con un nuovo album, il settimo, che si preannuncia essere esplicitamente di stampo rap. Ce lo dimostra la lunga lista di ospiti presenti nel disco, che include i grandi della vecchia generazione, le star del momento e le nuove promesse: Tony Boy, Kid Yugi, Capo Plaza, Lazza, Paky, Anice, Geolier, Shiva, Artie 5ive, Papa V, Nerissima Serpe, Tedua, Rkomi, Ernia, Bresh, Tony Effe, Noyz Narcos, Simba La Rue, Fabri Fibra, Guè, Madame, Luchè, Jake La Furia, Emis Killa e Rasty Kilo.

Field Music – Limits Of Language (Memphis)
Il gruppo dei fratelli Peter e David Brewis giunge al suo nono album in studio, che arriva a tre anni di distanza dal precedente Flat White Moon. Un lavoro dominato da sonorità anni 80 a cavallo tra prog, pop, rock e new wave con un obiettivo specifico, come esplicitato da Peter: “Non volevamo usare i synth solo per ricreare un suono nostalgico; piuttosto mi auguro che sia venuto fuori qualcosa più simile a Eno, un approccio con il fine di esplorare le possibilità offerte dalle macchine”.

Samara Joy – Portrait (Verve/Dear Beverly)
Reduce dal grandissimo successo ottenuto dal suo album Linger Awhile del 2022, che alla cerimonia dei Grammy Awards le ha permesso di trionfare vincendo sia il Premio per il Miglior Album di Jazz Vocale che quello di Miglior Nuova Artista, la giovane cantante del Bronx è chiamata a confermarsi con questo terzo disco. Con la sua miscela di influenze jazz, R’n’B, soul e gospel e una scaletta divisa tra brani originali e omaggi ai grandi maestri del passato l’obiettivo sembra essere ampiamente alla sua portata.

The Linda Lindas – No Obligation (Epitaph)
Il sorprendente e giovanissimo quartetto di sole donne nato a Los Angeles si appresta già a pubblicare il suo secondo album in studio, che segue il debutto del 2022 Growing Up. Come il titolo di questo primo disco, il punk pop di queste ragazze sta crescendo e si sta evolvendo, traendo qualcosa da ogni gruppo della scena venuto alla ribalta tra gli anni 70 e 90: niente male per una band in cui il membro più “anziano” ha vent’anni, mentre il più giovane ne ha da poco compiuti quattordici.

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