Ascolta il nuovo album dei Nu Genea, Bar Mediterraneo, e leggi un estratto dell’intervista

Date:

nu genea
(Facebook Nu Genea)

Bar Mediterraneo è il nuovo album dei Nu Genea, protagonisti della storia di copertina del numero di Rumore di maggio

Bar Mediterraneo è il nuovo album dei Nu Genea, il duo napoletano formato da Massimo Di Lena e Lucio Aquilina, protagonista della storia di copertina del numero di Rumore di maggio.

Nella lunga intervista di Mauro Fenoglio, che potete leggere nel numero in edicola, il duo parla fra le altre cose di come nel corso della propria ricerca sonora hanno trovato un filo rosso che lega i diversi approcci al ritmo lungo la storia della musica. “Non so dire se sia solo una questione ritmica o anche di armonie e movimenti”, spiega Aquilina,

Comunque torniamo al discorso della ricerca: ogni paese ha i suoi movimenti ritmici e melodici. Quando sei un produttore/compositore non riesci più ad affrontare la musica da mero ascoltatore, ma tendi sempre ad analizzarla, con tutti i pro e i contro di questo approccio. Io, per esempio, finisco per non rilassarmi quasi mai ascoltando musica, preferendo alla fine il silenzio. Utilizzando l’ascolto come analisi si finisce per scoprire interessanti analogie fra contenuti ritmici e paesi, riuscendo a ricostruire il percorso di un ritmo specifico a ritroso. Per esempio, certi ritmi in Uruguay sono molto vicini ad alcuni movimenti ritmici della Nigeria o di altri paesi africani. La mescolanza generatasi in Sud America durante il periodo dello schiavismo, pur nascendo da un’esperienza orribile, ha portato a commistioni – anche con la musica poi ereditata dall’Europa – inedite per la musica africana. Ad esempio la bossa è nata in Brasile da una signora di Rio De Janeiro, figlia di coloni, che suonava la polka e si mise a miscelare i ritmi tradizionali degli schiavi, facendo nascere una poliritmia nuova.

“Per noi il ritmo è qualcosa che va oltre le regole”, aggiunge Di Lena,

Siamo partiti dal dancefloor e dalle dinamiche della musica techno per poi espanderci in territori diversi. abbiamo pubblicato Amore, la cover dei Chrisma, che ha comunque un contenuto tribale. Vesuvio, nel nuovo album, condivide quella stessa natura attraverso gli elementi percussivi. Il comune denominatore di tutto quello che facciamo è il fatto che, in qualche modo, congiura per farti muovere, ballare. anche il brano più apparentemente lento di Bar Mediterraneo, La Crisi, non esattamente pensato per animare il centro della pista, ha comunque un ritmo intrinseco. questa è una delle ragioni per cui, pur ascoltando la musica italiana del passato, lì troviamo meno ispirazione. storicamente l’Italia è una delle nazioni più melodiche ma meno ritmiche del mondo. per contrasto, la musica napoletana, grazie alla sua lingua, si sposa più facilmente al ritmo. non essendo nati come cantautori, il contributo vocale diventa uno strumento come altri. Pur scrivendo più testi ultimamente non metteremmo mai una voce non ritmica in un nostro brano.

Potete ascoltare Bar Mediterraneo qui sotto:

Redazione Rumore
Redazione Rumorehttps://rumoremag.com
Rumore è da oltre 30 anni il mensile di riferimento per la cultura alternativa italiana. Musica (rock, alternative, metal, indie, elettronica, avanguardia, hip hop), soprattutto, ma anche libri, cinema, fumetti, tecnologia e arte. Per chi non si accontenta del “rumore” di sottofondo della quotidianità offerto dagli altri magazine.

PIÙ LETTI

More like this
Related

Slowdive, Suede e Pet Shop Boys al Medimex 2026 di Taranto

Taranto capitale della musica per una settimana di Medimex

Guarda in anteprima la session live dei So Beast

A maggio 2026, il duo bolognese So Beast ha pubblicato il nuovo album Untouchable. Ora c'è una session live che sembra un film, in anteprima

A Milano apre l’Eddie’s Dive Bar in attesa degli Iron Maiden a San Siro

In attesa del concerto di San Siro degli Iron Maiden, ai Magazzini Generali apre uno speciale bar: l'Eddie's Dive Bar dedicato alla band heavy metal inglese

I Kneecap e la rabbia del presente nel primo concerto in Italia

La prima data del tour italiano dei Kneecap al Circolo Magnolia lascia pochi dubbi sulla potenza del trio di Belfast