•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

La disillusione, la religione, la morte, la vita e Milano in questo brano apparso sul canale YouTube de I Cani

Le ultime notizie sul materiale dei I Cani risalgono a fine dicembre con Alla Fine Del Sogno, un brano demo inedito pubblicato a sorpresa sul loro storico profilo Soundcloud e senza nessuna spiegazione. Poi c’è stata la presenza a Una Pezza di Lundini in cui ha suonato un brano inedito, tendenzialmente jazz e lontano dal suo solito. Prima ancora, l’ultimo brano ufficiale pubblicato da Niccolò Contessa era stato Nascosta In Piena Vista, uscito nel 2018 e incluso nella colonna sonora – curata appunto da Contessa – del film di Gianni Zanasi Troppa grazia. Il film, interpretato da Elio Germano, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston e Valerio Mastandrea. Nel 2017 invece aveva pubblicato il suo ultimo album Aurora. Il 23 novembre 2017, invece, aveva deciso di far sparire la pagina Facebook de I Cani, come potete leggere qua sotto.

Per ora sul brano non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale o annuncio in merito. Nell’intestazione del video c’è scritto: “Ho portato la faccenda fino alla mia disperazione e tanto più stupidamente l’ho esposta, tanto meglio per me” che è un estratto de I fratelli Karamazov scritto da Fëdor Dostoevskij.

All’inizio della canzone appare una citazione di Carl Gustav Jung. E poi su una base minimale e nebulosa c’è quella che pare la sua voce filtrata, in cui parla di religione, quotidianità, disillusione, vita, morte e Milano. In un passaggio dice: “Al Duomo ci si va per farsi un selfie, come un animale esotico, ma le vetrine dei negozi e i maxi schermi pubblicitari raccontano un paradiso terreno fatto di status e lusso. Credere in sé stessi è la parola d’ordine, oggi. Ovvero il culto di sé”. Il brano continua chiudendo con le parole:

Questo trauma represso riaffiora di continuo sotto le più disparate forme: senso di inadeguatezza, depressione, attacchi di panico, dipendenze. Convinti di scappa dalla morte siamo scappati dalla vita condannandoci a un’inguaribile felicità che ha la forma esteriore del benessere. Cristo guariva i lebbrosi ma a Milano sono tutti belli


Una sorta di autoanalisi e un ragionamento sulla felicità e l’infelicità nella vita, oggi. Lo potete ascoltare qua sotto ma dovete aprirlo su YouTube.


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •