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Evan Rachel Wood aveva già parlato in precedenza di abusi subiti da un uomo con cui aveva una relazione, ma senza fare il nome di Marilyn Manson

“Il nome del mio aggressore è Brian Warner, noto anche al mondo come Marilyn Manson“: lo scrive Evan Rachel Wood in un post su Instagram, in cui accusa il musicista, con cui ha avuto una storia a più riprese fra il 2007 e il 2010. “Ha iniziato a molestarmi quando ero adolescente e ha abusato di me in modo orribile per anni. Mi ha fatto il lavaggio del cervello e manipolato fino alla sottomissione. Ho smesso di vivere nella paura di ritorsioni, calunnie o ricatti. Sono qui per smascherare quest’uomo pericoloso e sfidare le molte industrie che glielo hanno permesso, prima che rovini altre vite. Sono accanto alle tante vittime che non staranno più zitte”. L’attrice aveva già parlato in precedenza di maltrattamenti subiti da un partner, ma senza fare nomi. L’occasione è avvenuta nel corso di un’audizione al Congresso degli Stati Uniti, rivelando la terribile esperienza di essere stata “preda” di due aggressori. Tutto questo per spingere, davanti alla Subcommittee on CrimeTerrorismHomeland Security, and Investigations insieme ad altre attiviste per i diritti delle donne, affinché il Sexual Assault Survivors’ Bill of Rights Act, approvato a livello federale nel 2016, venga implementato all’interno di ogni singolo stato.


Marilyn Manson non ha ancora rilasciato dichiarazioni, mentre Vanity Fair ha raccolto le testimonianze di altre quattro donne che raccontano di aver avuto la stessa esperienza di maltrattamenti: “Continuo a soffrire di PTSD e combatto con la depressione”, scrive Ashley Walters: “sono rimasta in contatto con alcune persone che hanno subito traumi, sotto il suo controllo. Mentre tutti lottavamo, come fanno i sopravvissuti, per andare avanti con le nostre vite, continuavo a sentire storie inquietantemente simili alle nostre esperienze. È diventato chiaro l’abuso che ha causato; continua a infliggerli a tanti e io non posso restare a guardare e lasciare che questo accada ad altri. Brian Warner deve essere ritenuto responsabile”. Sarah McNeilly racconta: “Avevo paura di portare i riflettori su di me per evitare di finire di nuovo nel suo mirino. Come risultato del modo in cui mi ha trattato, soffro di problemi di salute mentale e disturbo da stress post-traumatico che hanno influenzato le mie relazioni personali e professionali, l’autostima e gli obiettivi personali. Credo che provi gusto nel rovinare la vita delle persone. Sono solidale con tutte quelle che si faranno avanti. Voglio vedere Brian ritenuto responsabile della sua malvagità”. Anche Ashley Lindsay Morgan dice di soffrire di “terrori notturni, PTSD, ansia e soprattutto paralizzante disturbo ossessivo-compulsivo. Mi lavo continuamente per togliermelo di dosso… E mi sto facendo avanti così finalmente si fermerà”. L’ultima accusatrice, Gabriella, racconta: “Mi ci sono voluti cinque anni per parlarne e dire che ero in una relazione violenta. Mi è stato diagnosticato il disturbo da stress post-traumatico e ancora soffro di incubi. Ho rimosso molti ricordi, ma le emozioni rimangono e si manifestano in vari modi. Il motivo per cui sto finalmente condividendo questa esperienza traumatica è per la mia guarigione e perché ho smesso di stare zitta. Non credo che sia giusto che qualcuno non venga riconosciuto colpevole per le sue azioni orribili. Non sono una vittima. Sono una sopravvissuta”.

Qualche anno fa lo stesso Manson era stato chiamato in causa per commentare le accuse di abusi che avevano colpito Twiggy Ramirez.

**** Se anche tu o una persona che conosci è vittima di violenza o stalking, chiama il 1522 per farti aiutare o chiedere consiglio. Il numero gratuito è attivo 24 h su 24 (anche da cellulari) e accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto oppure potete chattare con una operatrice direttamente da  Trovi tutte le informazioni qui. ****


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