1992 è estratto dal nuovo EP di Bernardo Levi, Europa Triste.

Europa Triste è il nuovo EP di Bernardo Levi, che spiega: “La tristezza europea per me è un fatto estetico, o una fascinazione. Sono dettagli che ti fanno percepire da quanto tempo va avanti la vita civile nelle nostre città, e quanto denaro, lavoro e pensiero è stato speso per costruire tutto quello che abbiamo. Questa dimensione temporale sconfinata ha una conseguenza diretta: l’impossibilità di formulare un discorso sull’identità che non abbia la forma del delirio. È delirante cercare di distinguere appartenenze, culture, razze e gruppi, in un posto dove la gente circola da migliaia di anni, in particolare attraverso il Mediterraneo con il nord dell’Africa e il Medio Oriente. Molte persone che conosco si mettono a macinare roba americana di seconda mano in tema di cultura o diritti civili. Personalmente non ho bisogno che un ragazzo pallido di Chicago mi ricordi i principi dell’illuminismo”.

1992, di cui più sotto potete vedere il video in anteprima, “è una canzone sull’infanzia, o comunque sul passare del tempo. Il 1992 è forse il primo anno di cui ho coscienza. Alcune cose mi sembrano rimaste ferme a quel momento. Non parlo di cose pubbliche o politiche, ma private. È difficile accorgersi della transitorietà, in generale”.

Il video risale all’inizio dell’estate 2020, poi montato dall’artista stesso in casa con il laptop. Più o meno nello stesso periodo, dal diario di Bernardo:

22.5.2020 Tutti sanno che l’Europa è nata post-cena, d’estate, all’aperto, col venticello, vestiti benissimo, su un’isola stupenda vicino Roma. Restano anche alcune frasi pronunciate quella sera cioè: ‘signora lei è una dea non una cuoca’, ‘che dite se domani usciamo in barca?’, ‘mi presti un sigaro per cortesia?’ e ‘se dici ancora frugale ti sparo'”.