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Per raccontare la vita di B.B. King probabilmente non basterebbe nemmeno un mese. Una vita piena, abbastanza lunga e densa di musica. Su Rai5 (potete guardarlo anche in streaming su RaiPlay) il 2 dicembre alle 23.05 va in onda il documentario sul Re del blues. La voce narrante nella versione originale è dell’attore Morgan Freeman e il film biografico del 2012 è diretto e prodotto da Jon Brewer, già al lavoro su Bad Company: The Official Authorised 40th Anniversary Documentary (2014), Nat King Cole: Afraid of the Dark (2014) e B.B. King: On the Road (2018). Due anni di lavoro affianco di B.B. King che è scomparso all’età di 89 anni nel 2015.

King nacque in Mississippi. Dopo aver combattuto nella Seconda Guerra Mondiale iniziò a fare il DJ a Memphis sotto il nome Beale Street Blues Boy, poi accorciato in “B.B.”. B.B. King suonava il blues nei campi di cotone, perché in casa era permesso solo il gospel: “Tutto ciò che non cantava Dio era musica del diavolo…”. La sua prima registrazione risale al 1949. King era noto per dare lo stesso nome a tutte le sue chitarre: Lucille. Questo perché durante un ballo in Arkansas nel 1949 a cui suonava si scatenò una rissa che fece cadere a terra una botte piena di kerosene, che causò un incendio. King rientrò correndo nel palazzo per riprendersi la chitarra e riuscì a fuggire mentre questo stava crollando. Venne poi a sapere che la rissa era partita per una ragazza chiamata proprio Lucille.

Nel 1925 un bambino vedeva la luce nella capanna di un contadino in una piantagione di cotone sul delta del Mississipi. Quel bambino avrebbe cambiato la storia della musica

Il documentario è un viaggio profondo per quasi due ore, con contributi di Bill Wyman, Mick Jagger, Keith Richards, Leon Russell, John Mayall, Eric Clapton, Mick Taylor, Bono, Joe Bonamassa, tutti devoti all’inimitabile suono della sua amatissima chitarra Lucille.


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