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Tocca a Mark Kozelek: il cantautore di Sun Kil Moon e Red House Painters è stato accusato di molestie sessuali da tre donne. A raccogliere le testimonianze è stato Pitchfork, che racconta per prima la storia di Sarah Catherine Golden, una fan che Kozelek aveva conosciuto in aereo e che poi aveva invitato nel suo hotel dopo un concerto a Espinho, in Portogallo, nel 2017, e che fra le altre cose dice di essersi riconosciuta nella protagonista del brano Soap for Joyful Hands, dall’album di Sun Kil Moon del 2018 This Is My Dinner: la donna racconta di essere rimasta spiazzata quando, immaginandosi una situazione tipo backstage, con musicisti e birra, si era invece ritrovata sola con Kozelek, che a un certo punto l’ha raggiunta sul balcone indossando solo una t-shirt e la biancheria intima. Poi il cantante le avrebbe chiesto ripetutamente di sdraiarsi sul letto con lui e dopo il suo rifiuto e la richiesta di chiamare un taxi, avrebbe tentato di baciarla e si sarebbe masturbato davanti a lei prima di spingere la sua mano verso il pene. “Sono bloccata a 30 miglia dalla città con Mark. Non so cosa fare”, ha scritto la Golden a un’amica quella sera, e poi: “è andata molto male. Mi ha fatto la stessa cosa di Louis C.K.” – riferendosi al comico americano che qualche tempo fa aveva ammesso di avere l’abitudine di masturbarsi davanti a donne non consenzienti.

Anche una musicista, che vuole rimanere anonima, dice di essere stata invitata insieme a una collega da Kozelek durante un festival nel 2014, e di essere stata vittima di molestie.

Un’altra donna – anche lei vuole rimanere anonima – ha raccontato che Kozelek si sarebbe mostrato nudo senza il suo consenso nel 2014, quando lei aveva 19 anni. “Pensavo ingenuamente ‘figo, io e Mark parleremo'”, racconta di quando accettò l’invito a raggiungere il musicista nella sua camera d’albergo. Ma appena arrivata, lui avrebbe fatto il bagno senza chiudere la porta, e poi “praticamente si è avventato su di me. Era in cima, e penso che fossi visibilmente congelata, perché dopo ha detto, ‘stai bene?’ Poiché ero bloccata in questa stanza d’albergo con lui, non avevo il coraggio di dire che no, non andava bene, e non era quello che volevo fare”. Anche lei ha raccontato l’esperienza in alcuni messaggi a un’amica: “Avevo paura di dire no”, scriveva, “si concentrava un sacco sulla mia età… continuava a chiedermi di dire quanti anni avevo (letteralmente una delle cose peggiori che mi siano capitate) e chiamava se stesso ‘daddy'”. I due hanno avuto comunque una relazione nei mesi successivi, anche se lei descrive alcuni incontri come consensuali mentre altri in cui “i contorni erano sfocati”, come le pressioni per fare sesso in pubblico. “Mi sembra che nella nostra relazione sessuale, ogni incontro fosse con lui che cercava di trovare un’altra cosa che poteva fare, e non in un modo in cui chiedesse il consenso o il permesso”. La donna dice di aver portato avanti la relazione per l’ammirazione per la sua musica e per la paura della reazione in caso di rottura, visti anche i modi in cui parlava delle sue ex e delle giornaliste che scrivevano di lui (celebri i casi di Laura Snapes e Allison Hussey).

Pitchfork scrive di aver provato a contattare Kozelek nell’ultimo mese ma di non aver ricevuto nessuna risposta.

**** Se anche tu o una persona che conosci è vittima di violenza o stalking, chiama il 1522 per farti aiutare o chiedere consiglio. Il numero gratuito è attivo 24 h su 24 (anche da cellulari) e accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto oppure potete chattare con una operatrice direttamente da  Trovi tutte le informazioni qui. ****


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