Sham è il nuovo brano dello svizzero Alex Duloz in arte Panaviscope, tratto dall’album Like The Sun, in uscita a ottobre su How Bad Pretty Bad Records. 

Sham“, spiega il musicista, “affronta i temi della riflessione, della realtà e della delusione – tutto in un modo molto gioioso. Il video di questa canzone usa molto l’effetto specchio, e così fa la sintassi del testo. Il brano parla di quello che pensi di vedere negli altri e quello che pensi di vedere in te stesso, come vuoi apparire e come vuoi che gli altri siano nel profondo di loro. C’è sempre una grande differenza fra l’immagine che le persone hanno degli altri e la loro realtà. Penso che quando cerchi di definire le persone in un modo o nell’altro basandoti su come pensi che debbano essere, e poi definisci te stesso alla luce di queste proiezioni, il risultato è destinato a essere disastroso. Finisci in un casino in cui la verità si perde, una specie di ‘tu definisci me che definisco te’. E allora iniziano a esplodere diverse cose. Non solo metaforicamente. Di questo parla Sham, credo. Di cose che esplodono non solo metaforicamente”.

Il video, che qui sotto potete vedere in anteprima, è diretto dallo stesso Duloz, che racconta: “L’idea per il video era di tirare fuori l’altro lato della gioiosità che si sente nella canzone. Quando ascolti il testo, scopri un lato oscuro del brano. Ho scelto un’estetica in bianco e nero con paesaggi in cui accadono eventi catastrofici – come se facessero parte della vita di tutti i giorni, come se fosse tutto normale. Dopo il mio video precedente, Talking to flowers, volevo proseguire la mia esplorazione di immagini in bianco e nero, tranne per il fatto che con Sham ho scelto un look più classico in fatto di fotografia perché era più in linea con il paesaggio sonoro del brano. Panaviscope è un progetto visivo quanto musicale. Dirigere i miei video è un modo per me di determinare l’intero stato d’animo del progetto”.