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Mory Kanté è scomparso all’età di 70 anni, venerdì mattina alle 9.45 nell’ospedale della capitale Conakry come comunicato da AFP. Negli anni ’80 era diventato molto famoso per il brano Yéké Yéké (1987) ed è a tutt’oggi il singolo africano più venduto al mondo con oltre un milione di copie. Il brano raggiunse la testa delle classifiche in Belgio, Olanda; in Germania arrivò fino al secondo posto e in Italia si posizionò quinto. E per la prima volta, un artista africano raggiunse il primo posto nella hit parade paneuropea istituita dal settimanale professionale “Billboard”.

Con quale diritto dovremmo imporre a un musicista africano di fare solo musica africana, perché non dovrebbe avere accesso anche alla modernità?

Mory era il più giovane di 38 fratelli e faceva parte di una della famiglie dei più importanti musicisti griot, ossia poeti-cantori che tramandano la storia della propria terra e avevano anche una funzione di ambasciatori, figure fondamentali soprattutto negli stati sub-sahariani. Yéké Yéké divenne un successo mondiale unendo suoni autentici dell’Africa con funk e techno portando la world music verso una direzione nuova.


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