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Con una lettera pubblicata sul suo sito insieme alla moglie Kathleen Brennan, Tom Waits ha ricordato l’amico Hal Willner, il produttore scomparso lo scorso 7 aprile a causa del coronavirus. “Hal. Caro Hal”, scrivono, “Fratello. Zio. Padre. Figlio. Marito. Padrino. Amico. Saggio e temerario. Agnello e pecora nera. Amante degli afflitti e dei beati. Più che familiare e più che gentile, più che amico e più che diabolico nella sua spaventosa e devota ricerca dei perduti e dei sepolti, possa la sua scia correre a lungo e a lungo possiamo cavalcarla, e quelli che ci seguono possano continuare.

Hal era caustico e appassionato e dalla misteriosa memoria storica. Si era specializzato nella messa in scena di strani partner musicali come Betty Carter e i Replacements o i Residents come band di Conway Twitty. Oh, i semi selvaggi dell’Impresario Hal. Era attratto allo stesso modo dal pericolo di un fiasco e dal magico potere dell’illuminazione che avevano le sue leggendarie produzioni. Tanti anni fa ha comprato il piano di Jimmy Durante assieme all’orologio di Bela Lugosi e un foulard indossato da Karen Carpenter. Qualcuno dice che avesse anche la gamba di legno di Sarah Bernhardt. Aveva una grande varietà di burattini e marionette, pupazzi, busti di Stanlio e Ollio, fischietti e spaventose bambole di Jerry Mahoney e una collezione sterminata di vinili e libri rari. Questi erano i suoi talismani e i suoi paramenti perché il suo cuore era un reliquiario. Hal parlava regolarmente in disparte e mormorava note senza dubbio di densi tomi che nessuno conosceva o aveva letto. Ogni storia che raccontava era seguita da osservazioni impercettibili e impossibili da decifrare, (come se interrompesse se stesso), che erano solo per lui. Si lamentava spesso. Poteva evocare il passato con una sfera di cristallo o una tavola Ouija. Ci ricordava un calabrone che striscia fuori da una calla… era un cercatore di tesori furtivo e clandestino e archeologo di isole dimenticate nella cultura popolare.

La sua risata. Be’, era una tasca interna e una danza di risate da malizioso rumpelstiltskin che offriva rifugio a chi soffriva per i dardi della sorte avversa o gli sgarbi della penna di un critico. Incoraggiava il caos e la follia e celebrava tutte le cose autenticamente strane e inquietanti da Soupy Sales a Ella Fitzgerald che canta Sunshine of your Love.

Io (Tom) l’ho conosciuto dopo un mio concerto nel 1974. Aveva 18 anni e io 24 e sembrava già un pensionato. Voleva mostrarmi la città e portarmi in qualche club. Hal applaudiva correnti e deviazioni del comportamento umano, musicale e lettarario. E, naturalmente, amava le eccezioni di ogni regola. Amava scostare le tende dell’artificio e dire… ta-dah… guarda questo spettacolo fatiscente di bellezza decadente e disastro umano… Per Hal, il Vaudeville era il Valhalla… e la sua conoscenza senza fondo era un grande albero che cresceva.

In che modo Hal si è fatto accompagnare da poeti, attori, musicisti, performer, registi, maghi, burattinai, pazzi, politici, critici, tv, radio e studi cinematografici di ogni era e angolo del mondo? Non lo sappiamo.

Hal non era quello che chiameresti un adulatore o un truffatore, ma una notte alle 3 l’abbiamo seguito a un angolo di strada a Chinatown dove insieme vedemmo un senzatetto che cantava un’aria appassionata di una sola parola. ‘BAC-Ter-I-A ..Bac Ter- I – A’ con una voce tenorile commovente che eguagliava chiunque avessimo sentito al Met, era indimenticabile.

Se prendessi una sezione trasversale del cuore di Hal… vedresti gli anelli di un vecchio albero saggio. Soprattutto, ricordiamo che Hal amava la musica… e con ogni evidenza sembra che fosse ricambiato. Condividiamo il nostro amore e la nostra vicinanza, così come i nostri figli, a sua moglie Sheila e suo figlio Arlo e alla famiglia allargata di Hal e tutti gli amici che gli volevano bene”.


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