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Quando lo scorso 8 agosto era stata diffusa la notizia della scomparsa di David Berman, le cause della morte non erano state rese note. Qualche giorno dopo la polizia ha fatto sapere che si è trattato di suicidio: il cantautore cinquantaduenne, già membro dei Silver Jews e in procinto di partire in tour con il suo nuovo progetto Purple Mountains, è stato ritrovato impiccato nella sua casa di Brooklyn. “Dobbiamo continuare a ricordare a noi stessi che è reale”, si legge a questo proposito in un lungo post sul sito della Drag City Records dedicato all’artista, “poi ci ricordano che è reale. Poi vorremmo che non fosse reale. è come un numero al trapezio, e noi siamo i peggiori acrobati, ad armeggiare con queste verità da una parte all’altra. Giorno dopo giorno… Tutti dicono queste cose dopo un suicidio – e questa settimana, sappiamo molto precisamente perché lo fanno. Per esempio: cinque minuti fa, eravamo in lacrime. Cinque minuti prima, speranza. Prima di questo, rabbia. E adesso, niente. Speriamo che chiunque provi le stesse cose, che ha pensieri del tipo che hanno portato David a questo, per favore smettete quello che state facendo e prendetela molto sul serio. Parlatene con qualcuno. State con noi. Ci consideriamo tra quelli che parlano e ascoltano, e questi sentimenti non ci sono estranei. Può andare bene. Molto probabilmente andrà bene. Tante volte è finita bene in passato. Chiamate l’1-800-273-8255. È il numero per la prevenzione del suicidio. Questo è un link per chi è fuori dagli Stati Uniti”. Qui potete leggere il post completo.


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