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Il 13 giugno del 1979 moriva a New York, il giorno precedente al concerto organizzato per raccogliere fondi per le costose cure a cui avrebbe dovuto sottoporsi, Demetrio Stratos. Lo straordinario cantante degli Area, musicista e studioso della voce, aveva 34 anni. Per ricordarlo vi proponiamo un’intervista realizzata nel 1978 dopo un concerto a Firenze, una lunga conversazione in cui l’artista parla fra le altre cose del suo approccio al canto.

Io mi offro come cavia per fornire tecniche per il mio strumento, e non mi chiedo se devo vendere ventimila dischi o centomila dischi

E del suo lavoro al CNR: .

Ti spiego che tipo di lavoro faccio io, che nessuno ha capito: io faccio un lavoro sull’uso della voce, ma non è solo “cantare la voce” è un lavoro sulla lingua e sul linguaggio. Per fare il lavoro che faccio io, sulla vocalità sperimentale, hai bisogno di tre tipi di approccio: uno tipo CNR, scientifico, che ti dice: lei ha uno strumento fatto così, glielo disegno. Qui si tratta di uno strumento interno di cui non si sa un cazzo, quindi devi lavorare con uno scienziato che ti dà una mano a capire come funziona. Quando l’hai capito puoi tecnicamente ottenere delle acrobazie interne. Due, a me non basta lavorare con lo scienziato, mi serve uno psicanalista, la psicanalisi ha fatto un enorme lavoro da Freud in poi sulla voce e sul linguaggio. O con un filosofo, che ti fa la storia della linguistica. L’antropologia anche fa parte di questo tipo di lavoro

E anche di un problema che 40 anni dopo non accenna ad essere risolto, anzi:

Lavoro soprattutto all’estero perché da noi questo tipo di discorso è molto più indietro. Fuori ho la possibilità di lavorare con musicisti come John Cage. Qui mi hanno sempre riso in faccia, nessuno ci credeva perché da noi purtroppo non esiste un’educazione musicale, e tuttora anche dalle organizzazioni politiche e culturali è considerata solo divertimento, fuori è considerata una cosa estremamente seria e importante

Potete sentirla qui sotto:


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