Dal 1 al 13 novembre torna a Milano per la terza edizione JAZZMI, il festival che intende raccontare l’universo musicale del Jazz in tutte le sue declinazioni: “raccontato, narrato, vissuto, proiettato, fotografato, suonato, gustato, cantato, divulgato, spiegato, letto, urlato, sognato, declinato, partecipato, condiviso. Storia, attualità, futuro di questo genere musicale in perenne movimento, fatto di integrazione di culture diverse, accogliente, ospitale, universale e atto a rappresentare al meglio il nostro tempo”. Tante le location – Triennale Teatro Dell’Arte, Teatro dal Verme, Sala della Balla del Castello Sforzesco, Palazzina Appiani e Pinacoteca di Brera, Blue Note Milano – per oltre 200 eventi e 500 artisti. Ne abbiamo selezionati 10:

1. Art Ensemble Of Chicago – 1 novembre, Triennale Teatro dell’Arte

L’apertura del festival è affidata a un ensemble che con la sua esibizione, nella formazione composta da due dei suoi fondatori Roscoe Mitchell e Famoudou Don Moye, dà virtualmente inizio alle celebrazioni del cinquantennale di una carriera che ha scritto la storia della musica, reinventando la ritualità e i modi dell’improvvisazione, facendo della prassi multi-strumentale una norma e del concerto uno spettacolo totale. Ma anche di funky e reggae, dell’eresia di Monk e di Taylor, del rock’n’roll e persino di John Cage, ha saputo dare versioni originali, forsennate, liriche, indimenticabili.

2. Kamaal Williams – 2 novembre, Triennale Teatro dell’Arte

Henry Wu aka Kamaal Williams presenta il suo progetto con Josh McKenzie, meglio conosciuto come McKnasty: l’idea di un album insieme nasce all’improvviso, quando i due si incontrano per suonare insieme dopo 7 anni dalla prima volta, e senza nemmeno una prova decidono di collaborare alla creazione di un nuovo spettacolo e poco dopo pubblicano 2.0, loro album di debutto, per l’etichetta Black Focus Records. Il risultato è “una miscela esplosiva che sfugge ad una precisa classificazione di genere. Nelle note del trio si sente chiaramente Londra e i suoi sobborghi, le periferie, la gente vera. C’è tutto: il jazz, l’hip-hop, il boogie, il funk e l’afrobeat, l’acid-jazz e le morbide sonorità degli anni Novanta”.

3. Istanbul Session + Dj Gruff – 2 novembre, BASE Milano

“Un viaggio musicale che parte dal Mediterraneo per arrivare in ogni angolo del mondo”. “Ho dato vita al progetto Istanbul Sessions nel 2008 proprio a Istanbul”, racconta Ilhan Erşahin, di origini svedesi ma di base a New York: “Sono rimasto molto legato alla scena musicale turca e potrei dire che tutto è cominciato nel 1994, quando ho fatto il mio primo spettacolo all’Akbank jazz festival…”. Dj Gruff rende omaggio al mondo dell’hip hop, concretamente, senza compromessi, forte di una carriera che parte dalla Sardegna e dalla cultura hip-hop di Torino dei primi anni ’80 per continuare il suo viaggio musicale da Parigi al Giappone e ritornare così a Milano. L’approccio di Gruff al mondo musicale è sempre stato totalmente estraneo ai circuiti commerciali e fedele alle proprie origini.

4. Too Many Zooz – 2 novembre, Circolo Magnolia

Arruolati da Beyoncè per esibirsi in Daddy Lessons e Formation dal suo tour Lemonade, i Too Many Zooz sono un fenomeno di busking e youtube nato nelle metropolitane di New York che con la loro musica riescono ad infrangere il jazz, ritmi afro-cubani, funk e persino strutture EDM e musica house.

5. James Senese Napoli Centrale – 3 novembre, Triennale Teatro dell’Arte

A due anni da ’O Sanghe, vincitore della Targa Tenco nel 2017 nella sezione album in dialetto, e dopo oltre 200 concerti, Senese pubblica Aspettanno o’ Tiemp. Il disco è stato registrato durante il tour invernale 2017, e contiene tutti i suoi grandi successi oltre due inediti – lo strumentale Route 66 e ll’America, quest’ultimo scritto da Edoardo Bennato. Con lui una band che è già da tanto il cuore di Napoli Centrale: Ernesto Vitolo, Gigi De Rienzo e Agostino Marangolo, sodali che sono anche la formazione – Senese compreso – che rese capolavoro un disco come Nero a metà di Pino Daniele.

6. Nu Guinea Live – 3 novembre, Santeria Social Club

Il loro Nuova Napoli è stato uno dei dischi dell’anno: i Nu Guinea, al secolo Massimo Di Lena e Lucio Aquilina, partenopei trapiantati da quattro anni a Berlino, lo presentano dal vivo per la prima volta a Milano con otto elementi sul palco. Nuova Napoli è un disco che da Berlino racconta l’amore per le proprie origini e ripercorre le radici musicali di una città, dal sound partenopeo degli anni ’70 di stampo jazz-funk ai ritmi disco & afro e alle drum machine.

7. Colin Stetson – 4 novembre, Triennale Teatro dell’Arte

Il nuovo album di Colin Stetson, All this I do for glory, che chiude la trilogia New History Warfare, è una ragionata esplorazione attraverso l’antica tradizione jazzistica e l’eredità che ne è rimasta oggi. Il sassofonista si avventura in un territorio familiare e allo stesso tempo lontano con un lavoro registrato rigorosamente dal vivo senza incisioni o loop, dove l’immediatezza del suono e la complessità degli elementi percussivi tradiscono i tratti di un’influenza che deriva dall’elettronica di artisti come Aphex Twin e Autechre.

8. Paolo Fresu e Lars Danielsson – 4 novembre, Conservatorio sala Verdi

Summerwind è la prima collaborazione discografica di Paolo Fresu e Lars Danielsson, e porta con sé il senso del bassista svedese per le melodie semplici e ammalianti insieme ai toni luminosi e arieggiati di uno dei trombettisti più lirici d’Europa il cui modo di “suonare cool” ha un’enorme espressività distintiva. Seguendo l’insegnamento di Miles Davis “meno note sono molto più efficaci di molte”, Danielsson e Fresu creano musica romantica e sognante che tuttavia ha una forza che deriva dal suo stesso nucleo.

9. Abdullah Ibrahim – 6 novembre, Triennale Teatro dell’Arte

Un pezzo di storia della musica: per oltre un quarto di secolo Abdullah Ibrahim, al secolo Adolph Johannes Brand, è il pianista più illustre del Sud Africa, ha girato il mondo esibendosi nelle principali sale da concerto, nei club e nei festival come solista o al fianco di artisti del calibro di Max Roach, Carlos Ward e Randy Weston e soprattutto Duke Ellington, che lo porta ad esibirsi nei principali festival europei e in numerosi programmi radio e TV. Il sound di Ibrahim è un melting pot di influenze culturali: le melodie gospel, la tradizione afro-americana, il cool jazz tipicamente americano, il township jive, e l’influenza della musica classica europea.
Senza però dimenticare le sue origini: proprio in quest’ottica fonda Masignita, la sua casa di produzione in Sud Africa a cui è legata un’accademia di musica che offre formazioni in diverse discipline per educare i giovani talenti.

10. John Zorn e Bill Laswell – 6 novembre, Teatro dal Verme

Debutto live europeo quello di Milano, per il duo formato dalle leggende del free jazz John Zorn (sassofono) e Bill Laswell (basso), artisti dalle lunghe e prolifiche carriere, in grado di influenzare, nel caso di Zorn le forme più avanzate di jazz, rock, punk, hardcore, musica contemporanea, film, cartoon, improvvisazione, e in quello di Laswell, i dischi di mostri sacri come Mick Jagger, Sting, Herbie Hancock, Iggy Pop, Lou Reed, Peter Gabriel.