Triple R è la nuova rubrica di Rumore che mette assieme wrestling e musica.

di Marco Pecorari

I Crisis Benoit (che è un po’ come chiamare il gruppo Dead Kennedys per gli appassionati di wrestling e non solo) sono un duo che combina le sonorità più estreme dell’hardcore punk e del metal a tematiche inerenti al mondo del pro-wrestling, del puroresu (termine che indica il wrestling in Giappone) e della lucha libre (Messico). Imbattendovi nel duo mascherato potrete ascoltare patterns di matrice grindcore a la Terrorizer, Repulsion, Napalm Death, rallentamenti ritmici tipici del death metal old school alternati a riffs thrash taglienti a la Sarcófago e primi Sepultura. Ma anziché il demonio o scenari di guerra i Crisis Benoit invocano e descrivono personaggi e momenti estremi di lotta sopra e attorno al ring, con una forte attitudine punk. Una ricetta innovativa, perlomeno in Italia ed Europa, dove il wrestling, nell’immaginario collettivo, è relegato ad accessorio immaginifico dell’infanzia (eccezione fatta forse per i millenials inoltrati). Chi di noi non ricorda di aver visto da metà anni ’80 a inizio anni ’90 almeno una puntata de L’Uomo Tigre o figure quali il finto biondissimo Hulk Hogan, o più recentemente l’acrobata Rey Mysterio o il pompatissimo rapper John Cena? Il tutto in Italia si è fermato, per quel che riguarda la visibilità mainstream del wrestling, al giugno 2007, quando il canadese Chris Benoit decise di porre fine alla sua vita dopo aver ucciso la moglie (ex modella e valletta di wreslting) e il figlio.

Ma il wrestling non è solo questo: i Crisis Benoit lo sanno ed è per questo che affrontano la tematica seriamente e con enorme rispetto. Il wrestling – così come la musica – ha mille sfaccettature e approcci diversi, ma andando oltre il senso comune che ritiene che si tratti “di una grande finta” ci si addentra in un mondo dove il sacrificio, la passione e il sudore sono gli ingredienti essenziali e necessari, dalle federazioni indy a quelle più mainstream: tutti elementi cardine presenti nel sottobosco del mondo musicale. E da questa comunanza di valori (blood, sweat, tears) che nasce l’intuizione dei Crisis Benoit:unire sotto la bandiera dell’eccesso sonoro due mondi -solo apparentemente- lontani quali quello della lotta libera e dello della cultura musicale underground. La connivenza tra immaginario metal e wrestling è certamente più scontata e storicamente conclamata (lo sapevate che Hogan tentò – senza successo – in mille modi di proporsi come post-Cliff Burton nei Metallica? o ancora che il più volte campione Chris Jericho ha una band, i Fozzy, che ha suonato in tutti i festival del mondo, con alcuni membri dei wrestling maniaci Stuck Mojo?). I baffoni del figlio padrone della WWE (dove anche Donald Trump ha combattuto nel 2007 contro il proprietario Vince McMahon) Triple H sono così in onore di Lemmy, e finanche la cupa theme entrance The Game scritta e addirittura suonata live a Wrestlemania dai Motörhead sono lì a rappresentare questo connubio indissolubile.

Sul ruolo di MTV nell’ascesa della fu WWF ora WWE ci sarebbe da scrivere un testo universitario di marketing: chi non si ricorda i crossover di Cindy Lauper nel 1985 coi vari Lou Albano, Rowdy Piper (anche attore in Essi Vivono di Carpenter), Hulk Hogan?
Anche il super indie The Mountain Goats/Johs Darnelle con l’album Beat The Champ ci ha raccontato il folkore e l’america post baby boom e pre globalizzazione attraverso le ballate dedicate ai vari Chavo Guerrero (fratello maggiore del compianto Eddie) e Bruiser Brody, a cui anche gli Antiseen dedicarono una canzone nel loro album monografico Falls Count Anywhere). Punk e wrestling flirtano anche nel caso di Vampiro e con la sua partnership “in crime” (musicale e sul ring) con i padri dell’horror punk The Misfits, autori della musica d’ingresso del wrestler canadese dal titolo Kong At The Gates. Musica rumorosa e wrestling negli Stati Uniti poi contano altre rilevanti liason: nel libro Beer Blood & Cornmeal Bob Calhoun racconta le gesta della lega indy Incredibly Strange Wrestling, baraccone lucha libre che per 7 anni ha accompagnato il Vans Warped Tour (toccando anche l’Italia nel 2002). E che dire del gruppo che poi ha dato origine ai Pissed Jeans? Tutti i quattro membri della band fino al 2002 erano attivi sotto il nome di The Ultimate Warriors, un gruppo grind con testi dedicati solo al wrestling e concerti tenuti solo dentro dei palchi-ring. La passione-mania per il wrestling di alcuni dei membri dei PJ li ha visti poi allearsi di recente con il wrestler UltraMantis Black, lottatore indipendente e musicista, con cui hanno fatto uscire nel 2014 un ottimo lp per Relapse.

Dall’underground al mainstream: Philip Jack Brooks col suo alter ego CM Punk è arrivato dai basement show dietro al giardino di casa, ad essere, fra il 2012 e il 2013 e prima di passare senza particolare successo alla MMA, campione mondiale WWE impersonando una gimmick (termine che indica un comportamento o delle caratteristiche utili a suscitare un maggior interesse del pubblico; più in generale, la gimmick equivale al personaggio che il lottatore interpreta negli spettacoli proposti dalla federazione in cui si esibisce) dello straight edge, attitudine che non si discosta dalla personalità stessa del lottatore, realmente seguace della filosofia di vita professata dai Minor Threat di Ian MacKaye. Se per caso siete incuriositi, nel documentario a lui dedicato, Best In The World potete vederlo a concerti a Chicago in compagnia di membri di Rancid, Earth Crisis… Avvicinandoci a quella che è nei fatti l’estetica e la foresta simbolica in cui si muovono agilmente i Crisis Benoit, il connubio punk/wrestling raggiunge il suo apice nelle federazioni indy e soprattutto nel genere hardcore wrestling. Uno dei lottatori più tosti, Shlak ne è l’esempio più calzante: deathmatch wrestler senza scrupoli e chitarrista negli Eat the Turnbuckle. Nell’ultimo tour europeo il nostro duo ha “scoperto” in Germania l’esistenza della federazione Gore Entertainment Wrestling, dove l’attitudine diy e punk è addirittura il valore fondante di tutta la federazione… hardcore ovviamente!

(Gianni Valletta / Urban Guerrilla)

Recentemente, quasi a voler rafforzare questo connubio lotta libera & musica estrema, i Crisis Benoit hanno composto due theme entrance, una per il famoso tag team hardcore italiano Urban Guerrilla, e l’altra per il pro-wrestler maltese Gianni Valletta, gigantesco atleta recentemente ingaggiato anche dalla All Japan Pro Wrestling (fondata nel 1972 dal mitico Giant Baba, quello dell’Uomo Tigre).

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