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I Cure di Robert Smith compiono in questi mesi 40 anni di carriera. Onorata attraverso una discografia così abbondante da trovare, oggi, epilogo in una sorta di strana antologia sui generis. Spieghiamoci meglio: una trentina di anni fa usciva Mixed Up (1990), album contenente i classici della band, ma remixati, Oggi quella compilation viene ristampata in versione espansa, deluxe come si dice. Con una marea di inediti. Di più: la band festeggia nelle prossime settimane, con un mega concerto londinese, i quattro decenni di attività. Occasione ideale quindi per noi per dedicare la prima copertina nella storia di Rumore ai Cure. Scusate il ritardo, specie se si pensa a un gruppo che ha fatto della versatilità nell’arco dei decenni la sua arma principale. Partiti in piena botta post punk, evolutisi tanto da diventare alfieri del cosiddetto dark o rock gotico. Fino a divenire una perfetta macchina da hit “intelligenti” dai tardi anni 80 in poi. Robert Smith come icona di stili e sotto culture se ne esiste una, da sempre abile nel camminare su quell’irto argine che confonde persona e personaggio. Francesco Vignani ha ricostruito l’alfabeto della band, anche grazie alle parole di Robert Smith stesso, che vuota il sacco sull’operazione remix citata in apertura.

Abbiamo usato il termine post punk. Senza spostarci troppo dall’Inghilterra dei Cure ci troviamo al cospetto di quelli che con tutta probabilità sono i campioni indiscussi del genere. Gli Wire di Colin Newman. La ristampa dei loro primi tre leggendari album, tre capolavori per chi ha cuore le vicende del rock “altro”. Carlo Bordone, una delle nostre firme di punta, sigla un’intervista fluviale alla mente della band, per ripercorrere quegli anni e quei dischi.

Tanta, tanta Italia nel numero di giugno di Rumore. Intanto perché abbiamo realizzato una mappa che funge da guida estiva per segnalare i principali festival nazionali dell’estate. Per scremare un’offerta live altrimenti ingestibile abbiamo deciso di usare un criterio di selezione: nomi in cartellone tanto nazionali quanto internazionali. Sperando possa esservi utile nel programmare gli spostamenti “musicali” della prossima stagione, da nord a sud, isole incluse.

Di tutt’altro genere lo speciale formato da Andrea Prevignano. Un dossier sulla persistenza della musica industriale nella scena italiana. Partendo sì dalle origini del genere nei primissimi anni 80, per approdare infine all’attualità di nomi come Maurizio Bianchi e Satanismo Calibro 9. Un suono vivo e pulsante, tutt’altro che pacificato o scomparso.

In Italia il 2018 significa invece anche nuovi approcci alla materia elettronica. Il nuovo groove si evolve grazie a personaggi poliedrici e controversi come MYSS KETA, retrofuturisti tipo i napoletani (trapiantati a Berlino) Nu Guinea. O ancora progetti come la dance dal piglio pop di Guglielmo Bottin (padre pure dei Cristalli Liquidi). Il nuovo groove italiano passa (e si balla) di qui.

Il profilo del chitarrista tuareg Bombino non ha certo bisogno di ulteriori presentazioni, nel 2018. Il Jimi Hendrix del Sahara torna con un album nuovo, il suo quinto (Eran) particolarmente legato alle radici, non a caso registrato in Africa. Paolo Ferrari si è fatto raccontare tutto.

Fra gli approfondimenti ci sono quelle a progetti nuovi o in via di prossimo consolidamento come Kali Uchis, Pearl Charles, Bantu Continua Uhuru Consciousness, Miriam, Split Cranium, Materianera, Rejje Snow. Siamo andati a vedere dal vivo l’unica spettacolare data italiana dei New Order presso le rinate OGR di Torino. In tema di riproposizioni discografiche diciamo anche delle riedizioni di Brian Eno, Neurosis, Tangerine Dream, Garbage etc.

Senza dimenticare la ricchissima sezione recensioni; il disco del mese è la mastodontica session degli Autechre per NTS Radio. Analizziamo inoltre le nuove uscite di Sleep, Blossoms, CalcuttaArctic Monkeys, Oneohtrix Point Never, Johnny Marr, Snow Patrol, Kamasi Washington, Mark Kozelek, Ghost, Father John Misty, Carl Brave, Soulwax, Neko Case, Post Malone, Protomartyr, Lykke Li, Avion Travel, Amen Dunes, John Parish, Natalie Prass e tantissimi altri.

“Rumore” 317, giugno 2018, è in edicola di 6 euro. Disponibile anche la versione app da scaricare. Buona lettura!

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