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Con un post sui suoi social David Byrne (nostra cover story e lunga intervista nel numero in edicola) sì è detto pentito per non aver cercato musiciste donne con cui collaborare per il nuovo album American Utopia, in uscita il 9 marzo. La cosa gli è stata fatta notare da alcuni commenti, a cui ha risposto con questa dichiarazione dove chiede scusa e ringrazia tutti quelli che hanno posto l’attenzione sul problema. Byrne scrive:

Di recente ho postato un pezzo e una playlist sulle varie persone con cui ho collaborato nel mio nuovo album. Ci sono state delle risposte e alcune di queste notavano la mancanza di donne in questo gruppo. Vorrei ringraziare quanti hanno scritto per richiamare l’attenzione su questo. Conta molto per me.
L’immagine nel post rivela chiaramente il problema come le parole non possono fare. Questa mancanza di rappresentazione è qualcosa di problematico e comune nel nostro ambiente. Rimpiango di non aver lavorato con donne per quest’album – è ridicolo, non è questo che sono e sicuramente non corrisponde al modo in cui ho lavorato in passato. Non rappresenta i miei live in corso, che hanno un sacco di diversi creatori e collaboratori, e questo mi rende ancora più negligente.
Sono felice di vivere in un’epoca in cui avvengono queste conversazioni. È dura rendersi conto che nn importa quanto provi a spingere il mondo nella direzione che speri sia quella giusta, a volte sei parte del problema. Non ho mai pensato a me stesso come a “uno di quei tipi”, ma credo di esserlo in una certa misura. I vostri commenti mi serviranno per correggermi. Grazie.

Questo il post incriminato:

I have a new album out (in 8 days!!!) called American Utopia. I wrote and recorded it over a two-year period and its evolution involved a lot of collaborators. Some were old friends and some were completely new to me. This month’s DB Radio playlist is a sample of their own work. We often ended up with a whole slew of contributors to a song, a patchwork—and somehow it worked. Though there were so many collaborators and contributors, much of the process was about stripping things away. Often we’d see how much we could remove while still maintaining the essence of the song. This seemed to give due emphasis to the vocals and lyrics—which is another story. Learn more about how American Utopia came to be and listen to the playlist on DavidByrne.com.

Un post condiviso da David Byrne (@davidbyrneofficial) in data:


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