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Di Domenico Mungo / Foto di Fabio Marconcini

“Il nostro scopo – afferma Giancarlo Onorato – è dare il La ad una graduale presa di coscienza del ruolo e della posizione che ognuno di noi occupa nel mondo. La musica offre questa grande opportunità e il mio libro, in cui si narra la storia di un ragazzo che a 17 anni, nel 1977, un anno mitologico per tutto quel che è accaduto e non soltanto nel campo della musica, salva la propria esistenza dal vuoto siderale a tutti i livelli, ne è un esempio. Il protagonista è una persona che assume gradualmente la consapevolezza di sé e dunque una gestione e un controllo migliore di sé, grazie anche alla musica”. Questo è quanto racconta Ex-Live, il luogo laddove si incrociano, all’epicentro dell’anima tormentata di questo terzo millennio, le sensibilità artistiche di Giancarlo Onorato e Cristiano Godano.

Ripercorrere qui le biografie artistiche e umane di questi due personaggi diviene quasi un reato di lesa maestà. Il primo, artista poliedrico ed eclettico, motore generante degli Underground Life, esperienza art-rock germogliata nella scena wave italiana degli anni 80, riconvertitosi ad una carriera solista come musicista, scrittore e pittore fatta di grande dedizione, creatività, coerenza e lucida perseveranza. Il secondo, deus ex machina dei Marlene Kuntz, punto. È la Bellezza il fulcro attorno al quale danza questo spettacolo. La Bellezza intesa nella sua declinazione etimologica di ricerca della profondità, dell’emancipazione dai rigori imposti dalla consuetudine volgarizzante del mercato, dell’inutilità dell’accademia auto celebrativa ed autoreferenziale, dell’ignoranza diffusa e imposta dal Potere come subdola forma di controllo. È la Bellezza che tramuta il romanzo di formazione di Onorato, Ex – Semi di Musica Vivifica, uscito nel 2013, in uno scrigno che si schiude delicatamente proponendo un viaggio nel suono e nelle parole ai confini della commozione.

Un romanzo inteso come connessione di stili differenti fra la narrazione e il saggio, registri stilistici che confondono e contaminano: la formazione di un giovane punk che a partire dal fatidico 1977 diviene uomo alla luce del superamento della crisi generazionale imbevuto nel liquido seminale della creatività alternativa al pensiero dominante. Musica, arti figurative, cinema, riflessioni filosofiche, scientifiche accompagnano l’evoluzione di Onorato. Le citazioni non sono blande e superficiali ostentazioni, ma sono il necessario viatico alla conoscenza della Bellezza, alla sua realizzazione materiale, perseguita in maniera naturale, con la stessa epica inclinazione di un clinamen di stampo epicureo. Un libro che diventa un concerto è già un merito incommensurabile. Un concerto come questo che si tramuta in emozione è qualcosa di raro.

Lo Spazio211 di Torino, enclave di musica, arte e cultura adagiato sulle sponde della banlieue più desolata dell’ex Motorcity italiana, accoglie in una gelida sera di gennaio l’evento che si compie. L’ouverture è appannaggio del lungo crinito e poliedrico cantautore padovano Alessandro Grazian, artista dalle notevoli sensibilità creative, recentemente uscito con L’età più forte a cui collaborano tra gli altri Rodrigo D’Erasmo (Afterhours) e Antonio ‘Cooper’ Cupertino. Il breve live risulta convincente: una scarna chitarra che accompagna una voce graffiante che giustifica le blasonate collaborazioni del Nostro con Edda, Nada, lo stesso Onorato e Federico Fiumani. Proprio al prode chansonnier fiorentino, nella versione più intima, pare avvicinarsi la poetica di Grazian: testi lirici e crudi al contempo, una personalità definita che merita l’attenzione contemporanea di critica e pubblico.

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Ora è il momento di Onorato e Godano. Ex si evolve nel cuore della narrazione di Giancarlo che dispiega un filo rosso attraverso i reading estratti dall’omonimo libro di Onorato (parole di un’intensità rara che vanno ben oltre la semplice ricerca di un intellettualismo a basso costo, sfociando invece nella poesia tout court), a cui si legano a doppio filo brani di Beck (Lonesome Tears), Lou Reed (Perfect Day), Neil Young (Out On The Weekend), Velvet Underground (Venus in Furs, Sunday Morning), Nick Cave (The Ship Song) ed episodi autografi (per Onorato: Androide Mirna, Tutto il niente, Acqua di Valium; per Godano/Marlene Kuntz: NotteLa canzone che scrivo per teMusa).

I musicisti che compongono l’Orchestra Onorata sostengono i ricami melodici, gli intrecci e gli arrangiamenti in maniera superba: minimali e mai sovraesposti, efficaci sono le distorsioni in crescendo, sottolineate dal piano decadente di Meg Russo e dalla ritmica ora serrata ora vellutata del basso di Federico Fenucci. Si distingue in maniera eclatante Guido Maria Grillo, chitarrista dotato di una voce celestiale che rende il tributo ai Radiohead il momento più emozionale, insieme a Hurt e Perfect Day, dell’intero set, con una versione neoterica di Nude. Elegante l’insieme e anche la scelta di non rendere invasiva la figura carismatica di Godano: la sua è difatti una presenza soffice, delicata, che entra nella vicenda di Onorato, altro carismatico per elezione, con la forza evocativa delle parole soffuse e dei suoni che incantano. Gli ambienti sonici sono solo sfondo accennato, un sipario che tende a sollevarsi in dissolvenza.

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Non c’è un attimo di quiete emotiva, le parole del libro di Onorato legano gli episodi musicali, costruendo una cronologia e un Pantheon di numi tutelari assolutamente coerente e intensa. Joy Division, Camus, Ultravox, The Clash, Iggy, Crass, Germs, Tuxedomoon, Stranglers, Zavattini, CCCP, Dylan Thomas e John Cale, Black Heart Procession, Robert Wyatt, Jeff Buckley, Diamanda Galas, Thindersticks, The Smiths, Jesus And Mary Chains, Radiohead, Dylan, Einstuerzende Neubaten, Nick Cave, Johnny Cash, Lou Reed, Bowie, Bauhaus, Verlaine…

I bis e i tris ossequiano un pubblico non numerosissimo, ma devoto e partecipe, con una rilettura di Hurt dove la poesia della versione di Johnny Cash si diluisce nell’epilogo distorto dell’originaria composizione elettro-noise dei NIN. “Credo che ci sia un gran bisogno di tornare a partecipare – prosegue Onorato – ad avere un intervento attivo nella realtà, per questo abbiamo bisogno di riformulare gli individui per via sensibile. Grosso modo è questo quel che ci piacerebbe. Certo è un’impresa. Però quando un malato sta male non stai a guardarlo, cerchi di salvarlo. E salvare gli altri significa salvare se stessi. Poi, ovvio, non è detto che siamo curatori miracolosi…” Intimo e sensuale, il desiderio di raccontarsi e raccontare, senza correre il rischio di lasciarsi fraintendere, scandendo bene ogni singola parola, donandosi completamente al proprio pubblico, senza schermi protettivi. Due voci autorevoli, due autori sensibili. Un concerto, un viaggio. La classe di due Grandi Interpreti della Musica Italiana Contemporanea: gianCarlo Onorato e Cristiano Godano. Forse ad aggiustare le sorti del mondo non basta la Bellezza. Tuttavia essa vi contribuisce parecchio.

Scaletta:

Androide Mirna
Tutto Il Niente
Out On The Weekend
Notte
La canzone Che Scrivo Per Te
Acqua Di Valium
Lonesome Tears
Nude
Perfect Day
Venus In Furs
Musa
Hurt
The Ship Song
Volo In Un Giro Armonico
Danza
Sunday Morning