aphex twin

Per festeggiare i suoi 25 anni di attività, il magazine di musica elettronica Groove ha pubblicato un’intervista ad Aphex Twin in cui le 25 domande sono state poste da 25 artisti diversi. Richard D. James si è trovato quindi a rispondere a domande di Nicolas Jaar, Caribou, Apparat, Ricardo Villalobos, Ben Klock, DJ Koze, Joe Goddard (degli Hot Chip) e molti altri. Ne sono uscite diverse risposte interessanti: qua sotto qualche estratto.

Apparat: Perché hai pubblicato così pochi dischi negli ultimi anni?
“Solo perché non ne ho bisogno. Scrivo sempre musica, il più possibile, ma pubblicarla si fa sempre più difficile. Dato che scrivo così tanta musica, ogni volta che vado a compilarla mi arrendo dopo qualche ora. Ce n’è troppa, e mi perdo. Ma in questo periodo ne sto ascoltando e compilando molta. Penso che pubblicherò diverse cose, o almeno spero”.

Ben Klock: Pensi che alcune delle tue canzoni più grezze, scure o malinconiche riflettano una parte paranoica e triste della tua persona o sono solo il risultato di sentimenti passeggeri?
“Penso che ogni cosa che tu faccia sia una parte di te, ma non necessariamente quella parte di te si sente nelle cose che fai o provi mentre scrivi musica. Puoi ascoltare la musica di qualcun altro e sentire quelle cose, ma non saprai mai quello che l’autore pensa realmente. È una delle cose fantastiche della musica – non puoi esprimerla a parole. Se provi a a conoscere qualcuno profondamente e questo ti fa ascoltare una certa musica, ti viene da dire: Cazzo, non me lo sarei mai aspettato!”

James Holden: Fa schifo essere te?
“No, sono veramente soddisfatto di chi sono”.

Fritz Kalkbrenner: Stai pubblicando il nuovo disco per soldi?
“No, lo sto facendo per marcare una linea, per chiudere un capitolo. Quando finisci un disco ti senti di stare tracciando un confine, una linea dietro la quale sta tutta la tua roba vecchia. Mi sento di avere raggiunto un punto all’interno della mia vita. Adesso posso probabilmente concentrarmi su cose nuove. La musica del disco viene da un periodo di tempo molto dilatato, alcuni dei pezzi hanno già sei anni”.

Trovate il resto dell’intervista sul sito di Groove. Qua sotto, l’audio di minipops 67 [120.2][source field mix].