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Non sono molti i musicisti che parlano apertamente del loro passato legato alla droga, e quando lo fanno, descrivono quel periodo di dipendenza come buio e distruttivo. Damon Albarn, invece, in un’intervista per Q magazine si è aperto descrivendo nei dettagli il suo rapporto con la droga, spiegando come l’eroina l’abbia reso anche “incredibilmente produttivo”.

[L’eroina] mi faceva sentire libero. Odio parlarne per via di mia figlia, della mia famiglia… Ma mi ha reso incredibilmente creativo. La combinazione fra eroina e l’essere in Africa a suonare cose semplici, belle e ripetitive mi ha cambiato totalmente come musicista. Ho ritrovato il senso del ritmo, sono riuscito ad andare oltre con la mia voce. Ho iniziato per caso: una sera, tornato a casa dopo un tour, ne ho trovato una bustina in salotto e ho pensato “perché no?” – non mi sarei mai immaginato che avrebbe potuto diventare un problema.

(cantando una strofa di You and Me, presente in Everyday Robots, il suo album solista in uscita a breve): “carta stagnola e accendino, la nave va da una parte all’altra. Cinque giorni sì, due no”. Sono felice di aver trovato quel tipo di prosa, ora posso andare avanti senza tutti quegli ammiccamenti e quelle cose-non-dette che ho lasciato in secondo piano per anni, nei miei testi.

Comunque, è una cosa molto, molto crudele. L’eroina ti isola, e, in ultima analisi, qualsiasi cosa che ti crea dipendenza è sbagliata. 

Everyday Robots, il primo disco solista di Albarn, uscirà il 28 Aprile; qui sotto il video della traccia omonima, uno dei singoli estratti dall’album insieme a Heavy Seas of Love.