Live Report: Massimo Volume + Dadamatto @ Interzona, Verona, 30/11/2013

Date:

massimo-volume

di Francesco Bommartini

Tanta gente al concerto dei Massimo Volume ad Interzona. La band capitanata da Emidio Clementi, che nel pomeriggio è anche passata dalla Feltrinelli Express, non ha deluso le aspettative concentrando il concerto sull’ultimo, e acclamato, Aspettando i barbari. Post-rock ai massimi livelli, con picchi emozionali irraggiungibili da altre band che restano costrette a scimmiottare questo quartetto che è in attività dal 1991. Nessun parlato tra un brano e l’altro, visi tirati, concentrati. Egle ai massimi livelli, volumi tosti ma mai eccessivi, ottimo lavoro da parte del fonico. Gli intrecci si sono susseguiti generando negli ascoltatori picchi emozionali sco(i)nvolgenti. I suoni di chitarra, in particolare, hanno colpito molto. A livello di effetti le asce (si dice così, nel metal) dei Massimo Volume hanno poco da imparare. Nessuno spazio allo spettacolo, se non per quanto riguarda i video proiettati sullo sfondo di Interzona, spesso semplici riempitivi e solo raramente davvero complementari alla performance. Se posso muovere una critica è proprio la freddezza che trasmettono il punto debole, almeno live, di questo progetto. Sono mosca bianca nel far notare ciò, ma tant’è.

E qui esce fuori la mia anima bastian contraria perché, personalmente, ho preferito nettamente la performance dei Dadamatto. Quando sono entrato nello storico locale veronese, da cui passano e sono passati artisti di livello mondiale, non sapevo manco chi fossero. Mi aspettavo il classico gruppetto indie da metà classifica. Sono stato, goduriosamente, smentito. Il trio si è posto fin da subito in modo desueto, con il batterista a mostrare a tutti la sua impostazione jazz ma con un tiro che più rock non si può, in mezzo al bassista-cantante e al chitarrista. Paradossalmente è stato proprio quest’ultimo a farsi notare meno. Perché la band di Senigallia punta molto sulle ritmiche, pur mantenendo una capacità comunicativa elevata. Le composizioni sono sempre a metà tra il ridanciano e varie sfumature del rock. I Dadamatto potrebbero fare quello che vogliono, strumentalmente parlando, ma hanno scelto di vivere la loro esperienza musicale con saggezza, senza abbandonare la fruibilità di quel che suonano.

Redazione Rumore
Redazione Rumorehttps://rumoremag.com
Rumore è da oltre 30 anni il mensile di riferimento per la cultura alternativa italiana. Musica (rock, alternative, metal, indie, elettronica, avanguardia, hip hop), soprattutto, ma anche libri, cinema, fumetti, tecnologia e arte. Per chi non si accontenta del “rumore” di sottofondo della quotidianità offerto dagli altri magazine.

PIÙ LETTI

More like this
Related

Slowdive, Suede e Pet Shop Boys al Medimex 2026 di Taranto

Taranto capitale della musica per una settimana di Medimex

Guarda in anteprima la session live dei So Beast

A maggio 2026, il duo bolognese So Beast ha pubblicato il nuovo album Untouchable. Ora c'è una session live che sembra un film, in anteprima

A Milano apre l’Eddie’s Dive Bar in attesa degli Iron Maiden a San Siro

In attesa del concerto di San Siro degli Iron Maiden, ai Magazzini Generali apre uno speciale bar: l'Eddie's Dive Bar dedicato alla band heavy metal inglese

I Kneecap e la rabbia del presente nel primo concerto in Italia

La prima data del tour italiano dei Kneecap al Circolo Magnolia lascia pochi dubbi sulla potenza del trio di Belfast