
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 13 al 19 aprile
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

Nine Inch Nails & Boys Noize – Nine Inch Noize (The Null Corporation/Interscope)
Dopo essere saliti insieme sul palco del Coachella all’inizio di questa settimana, i campioni dell’industrial rock e il produttore e dj tedesco hanno deciso di pubblicare quei remix e tante altre cose sotto forma di disco effettivo. Gli artisti hanno dichiarato: “Il risultato è stato così divertente che abbiamo pensato valesse la pena ampliarlo e formalizzarlo in qualche modo. L’album è stato registrato un po’ ovunque, tra parti dal vivo, studio, hotel, aereo. Ci siamo divertiti molto a tornare su questi brani e speriamo che vi piaccia.”

Cosmo – La Fonte (Columbia/Sony)
A due anni di distanza dal precedente Sulle Ali Del Cavallo Bianco l’artista piemontese torna a collaborare con il produttore Alessio Natalizia, noto con il nome di Not Waving, per il suo sesto album in studio. Un disco nel quale la sua consueta vena elettronica viene parzialmente messa da parte per abbracciare una forma più convenzionale e in cui l’impegno sociale e politico è imbracciato in maniera più amorevole, mostrando un artista in continua evoluzione e determinato a non ripetersi mai.

Tiga – HOTLIFE (Secret City/Turbo)
Al termine di un silenzio durato esattamente dieci anni (l’ultimo No Fantasy Required risale al 2016) l’artista canadese è tornato con un nuovo album, il quarto come solista, presentato in maniera entusiastica: “Quando accendo la Catharsis Machine, non importa se sei ricco o povero, perché stai per diventare un uomo libero…“ Al suo interno sono molteplici gli ospiti coinvolti: Boys Noize, MRD, Fcukers, Maara, Matthew Dear, Gesloten Cirkel e Paranoid London.

Madame – DISINCANTO (Sugar/Universal)
Marracash, Nerissima Serpe, Papa V e 6occia, sono questi gli ospiti coinvolti da Madame per il suo terzo album in studio, che segue L’Amore del 2023. Lei stessa l’ha descritto così: “Disincanto è essere capaci di dubitare di tutto: dei propri modi di pensare, di dire, di vestire, di fare. Il disincanto è capire cos’è importante per te e non per gli altri. É la ricerca costante della propria verità. Non è sinonimo di disillusione, ma di libertà: siamo liberi di mettere in discussione tutto quello che abbiamo imparato per costruirci una realtà personale“

TOMORA (AURORA & Tom Rowlands) – COME CLOSER (Fontana/Universal)
Nato come progetto il cui obiettivo era unicamente quello di divertirsi ed esprimere la propria creatività liberamente, la storia di questo gruppo ha preso una piega ben diversa. Dopo aver rivelato la natura del proprio progetto in alcuni festival in giro per l’Europa e al Coachella, il duo composto dalla cantante norvegese e con una metà dei Chemical Brothers ha sentito l’esigenza di registrare i propri lavori, arrivando alla pubblicazione del loro primo album in studio. Il risultato è un perfetto connubio tra le produzioni big beat e trip hop del britannico e la voce eterea della norvegese.

Arkells – Between Us (auto prodotto)
L’undicesimo album in studio della band canadese nasce da una profonda necessità di riconnettersi con il proprio pubblico e arriva a due anni di distanza dal precedente Disco Loadout: Volume 1. Come spiegato dal leader Max Kerman: “Between Us riguarda la connessione – non quella vuota online che troviamo quando scrolliamo – ma riguarda la sensazione che proviamo in uno spazio condiviso, apprezzando i piccoli regali che ci offriamo l’un l’altro, semplicemente esistendo insieme agli altri. Amici o estranei. Un gruppo e una platea. È un invito a ricordarsi di quella connessione.”

They Might Be Giants – The World Is To Dig (Idlewild)
L’album in studio numero ventiquattro della band di John Flansburgh e John Linnell trae ispirazione per il suo titolo dal libro per bambini di Ruth Krauss del 1952 A Hole Is To Dig e in realtà è nel cassetto già da un po’. Infatti, la composizione dei brani risale a prima del precedente album del 2021, Book, ma prima l’avvento del Covid-19 li ha portati a mettere da parte quel materiale, rimasto nel cassetto anche successivamente per lasciare spazio alle nuove composizioni del sopra citato album, e poi un incidente d’auto di Flansburgh hanno rallentato la gestazione di questo disco. Finalmente oggi questo tanto atteso ritorno ha visto la luce.

Adrian Younge – Younge (Linear Labs)
Il numero di album pubblicati e di collaborazioni realizzate dal compositore americano è sterminato e se ne perde il conto. Basti sapere che per questo nuovo lavoro, che segue Jazz Is Dead 025 con Carlos Dafé di appena un anno fa, Younge ha ben pensato di far coesistere musica orchestrale e hip hop, con un occhio sempre rivolto alla musica classica e al jazz. Sulla sua pagina Bandcamp se ne parla come il suo progetto più grande, che fa di lui “non solo un compositore, ma l’architetto di un nuovo linguaggio musicale, uno che guarda al passato e al futuro contemporaneamente.”

Kathryn Mohr – Carve (The Flenser)
Il quarto album in studio dell’artista di Bay Area, che segue Waiting Room del 2025, ha un’unica grande costante: il deserto del Mojave. Qui lei ha trascorso negli ultimi cinque anni diversi periodi, durante i quali ha composto le varie canzoni del disco, e qui è voluta tornare per registrarlo in pochi mesi, all’interno di una roulotte e con risorse limitate. Il risultato che ne esce è una riflessione sull’amore, inteso come sentimento in grado di permettere all’artista di uscire da uno stato prolungato di isolamento e di tornare a vedere fiducia e senso di presenza nelle persone.

Teen Suicide – Nude descending staircase, headless (Run For Covers)
A quattro anni di distanza dal precedente Honeybees Table At The Butterfly Feast la band di Baltimora guidata (e per lungo tempo composta unicamente) da Sam Ray giunge al suo quinto album in studio. Descritto dal leader come il “momento clou della carriera della band fino ad ora“, il disco alterna temi contrapposti come gioia e morte per indagare le molte sfaccettature dell’individuo e i suoi processi di realizzazione e di creazione di un’identità definita.

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