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Sonic Youth, ascolta la ristampa di Walls Have Ears e leggi un estratto dell’intervista a Thurston Moore e Steve Shelley

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Walls Have Ears è la ristampa ufficiale del bootleg dell’85 dei Sonic Youth, a cui abbiamo dedicato la copertina del numero di febbraio

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Walls Have Ears è il doppio album live dei Sonic Youth, a cui abbiamo dedicato la copertina del numero di febbraio, registrato nel 1985 e diventato un bootleg l’anno successivo, che oggi viene pubblicato per la prima volta con l’approvazione della band. Potete acquistare il numero in arretrato qui

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Walls Have Ears include brani da tre diversi concerti tenuti nel Regno Unito nel 1985, nel corso del loro seconda tour in Gran Bretagna, e da uno spettacolo pre-Steve Shelley all’Hammersmith Palais di Londra, quando i Sonic Youth aprirono per Nick Cave.

In occasione dell’uscita della ristampa e dell’autobiografia Sonic Life, Stefania Ianne ha partecipato all’incontro con Thurston Moore e Stewart Lee al Southbank Centre di Londra. “La cosa più interessante, secondo me, dei nostri primi anni, tra il ’75 e il ’77”, dice parlando degli inizi e del rapporto con il punk,

è stata questa collusione tra gruppi che venivano dal mondo universitario tipo i Talking Heads, e gruppi usciti dalle scuole d’arte, come i Gang Of Four, che si esibivano sullo stesso palco insieme a band che venivano direttamente dalla strada. Per cui potevi vedere allo stesso tempo i Talking Heads e Johnny Thunders con gli Heartbreakers. E Johnny Thunders non era un accademico, era un ragazzo di strada, era un personaggio meraviglioso ma era anche un teppista. C’era questo miscuglio incredibile di violenza e intellettualizzazione all’interno di questo nuovo movimento culturale. è stata questa miscela esplosiva ad affascinarmi da morire. Questi elementi si prestavano perfettamente al progetto di Malcolm McLaren con i Sex Pistols. McLaren era l”intellettuale’ che pensava di riuscire a manovrare il gruppo, il quale veniva dalla strada. Ma ovviamente Johnny Rotten era molto più intelligente di quanto McLaren Immaginasse, e non aveva tempo per le sue macchinazioni. Ma secondo me è proprio questo elemento a rendere il punk così dinamico, queste due influenze che si sono scontrate.

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Inoltre Nicholas David Altea ha intervistato il batterista Steve Shelley che si è occupato molto da vicino della ristampa e continuamente si occupa degli archivi della band.

Sei entrato a far parte dei Sonic Youth nel 1985. Ti ricordi il primo incontro con Thurston Moore al CBGB’s?

“Certo, eravamo in città coi Crucifucks per alcune date del tour Rock Against Reagan, insieme ad altre band punk e hardcore e non solo. Siamo finiti a suonare al CBGB’s: Lee e Thurston sono venuti al concerto, io ero un loro grandissimo fan e pure loro erano fan dei Crucifucks, così siamo rimasti in contatto”.

Poi vi siete sentiti telefonicamente con Thurston per trasferirti a New York…

“Avevamo un EP dei Crucifucks pronto e volevamo registrarlo. Il primo disco lo avevamo fatto con Spot (Glenn Michael Lockett, produttore e ingegnere audio, nda) a Los Angeles, e stavamo cercando qualcuno che lo registrasse. Ero al telefono con Thurston e lui mi disse, ‘oh, dovresti provare a registrare con Lee’. Così lo abbiamo inciso con Lee Ranaldo e l’ingegnere e produttore Wharton Tears a New York. Nel frattempo la band aveva iniziato a perdere i pezzi, io e il bassista avevamo deciso di andarcene. Ci siamo ritrovati a vivere nell’appartamento di Kim e Thurston mentre loro erano in tour con Nick Cave e i Bad Seeds. Quindi l’EP non è mai uscito ma io mi sono trasferito a New York”.

Ma è vero che eri anche il dog sitter del cane di Thurston?

“Sì, ci siamo presi cura del cane, eravamo lì per quello”

Qui sotto potete sentire Walls Have Ears: