L’album di cover Imposter è il terzo lavoro di Dave Gahan in collaborazione coi Soulsavers

Imposter è il terzo album frutto della collaborazione fra Dave Gahan e i Soulsavers dopo The Light The Dead See (2012) e Angels & Ghosts (2015), e diversamente dai primi due vede il frontman dei Depeche Mode alle prese con brani di altri artisti, fra cui Neil YoungBob DylanPJ HarveyCat Power e Mark Lanegan. Nel numero di Rumore di gennaio potete leggere le interviste di Letizia Bognanni a Gahan e Rich Machin dei Soulsavers e a Cat Power, anche lei fresca di pubblicazione di un disco di cover, oltre all’approfondimento di Maurizio Blatto su storia e fenomenologia dei cover album.

“Da quando ero piccolo, anche prima di iniziare a cantare”, ci ha raccontato Gahan a proposito del titolo dell’album,

mi sono sempre sentito, anche quando ero in mezzo a tanta gente, o con i miei amici, un po’ un disadattato, come se non appartenessi a nulla, può darsi che abbia a che fare con la mia educazione, oppure è qualcosa di innato in me, anche da adolescente ero così: avevo molti amici ma avevo sempre questo impulso a muovermi, a non stare troppo tempo nello stesso posto, perché non mi sentivo a mio agio. Penso che questa cosa dell’impostore abbia a che fare con quello, era come se mi sentissi un’altra persona, o come se avessi qualcuno dentro di me che non conoscevo, e pensavo ‘chi è questo?’. Perciò quando canto le canzoni di qualcun altro, come è stato per anni con quelle di martin Gore, e prima ancora con quelle scritte da Vince Clarke… per un po’ mi è andata bene così, ma a un certo punto ho sentito l’esigenza di fare di più, di rivelare ed esprimere maggiormente me stesso. Perciò come prima cosa ho cercato di trovare il modo di cantare le canzoni a modo mio, con la mia voce, per me stesso, e poi ho tirato fuori tutto questo, alla fine ho sentito che era il momento di scriverle io stesso le canzoni. Per quanto riguarda questo nuovo disco, penso che il titolo Imposter all’inizio rappresentasse semplicemente l’idea di noi che suoniamo e cantiamo le canzoni di qualcun altro a modo nostro, ma poi è diventato qualcos’altro per me, avevo l’impressione che i brani fossero stati scelti molto attentamente per me da qualcun altro, e a dire il vero alla fine è diventato tutto il contrario del sentirsi un impostore, è anche un po’ un titolo ironico.

Potete ascoltare Imposter qui sotto: