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Miglio è il progetto musicale di Alessia Zappamiglio, che mentre è al lavoro sul primo album si sta facendo conoscere con una serie di singoli, pubblicati da Matilde Dischi, che raccontano storie ambientate in città metropolitane e nelle periferie industriali, storie che parlano di tecnologia, connessioni e amori che bruciano. Dopo Pianura padana, Pornomania e Bagno Paradiso, è la volta di Erasmusplus, storia di distanze, chiamate nelle cabine telefoniche e amori vissuti in webcam, di cui vi facciamo vedere in anteprima il video.

“In quasi tutte le produzioni dei miei brani”, racconta Alessia, “ci sono elementi sonori che ritornano e che vogliono essere caratterizzanti. Ho sempre avuto una passione per tutto ciò che fosse un po’ ‘’acido e un po’ rumoroso’’, così insieme al produttore dei miei brani Simone Laurino abbiamo cercato di trovare una miscela sonora adeguata, facendo confluire un po’ di cose rumorose, come i synth acidi anni 80’, andando poi a smorzare con suoni di piano lo-fi o chitarrine più morbide e cercando così di integrare quelle influenze alternative -grunge che mi hanno sempre affascinata con un suono moderno elettropop.

In generale non amo le definizioni e non riesco mai a collocare la musica in generi distinti, preferisco sperimentare e cercare di far confluire più cose insieme creando qualcosa di personale. Erasmusplus è esattamente l’ultimo esperimento che racchiude tutto quello che ho appena citato.

Il video di Erasmusplus è un’opera a cura del giovane regista bolognese Riccardo Sanmartini. Le inquadrature sono tutte su di me ed è la prima volta che sono l’unica protagonista dei miei video.

Quello che voglio comunicare è un forte senso di solitudine e alienazione. Ho scelto di raccontarlo tenendo fisso lo sguardo verso la telecamera e mostrando le distanze che viviamo nelle relazioni, distanze che spesso vengono accentuate dalla divisione fisica che ci impone lo schermo, la webcam.

Erasmusplus è una condizione, è come ci possiamo sentire davanti alle barriere virtuali ed emotive in cui ci ritroviamo. Erasmusplus è cercarsi senza riuscirci. È il tentativo di dare e di darsi senza sapere come fare. Così viaggiamo, andiamo via e progettiamo un futuro quasi perfetto, rimanendo soli davanti ad uno schermo”.


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