The Black Madonna cambia nome dopo la petizione degli antirazzisti

Date:

Marea Stamper, la DJ statunitense finora conosciuta come The Black Madonna, ha deciso di cambiare il suo nome d’arte in The Blessed Madonna in seguito alla petizione lanciata dal produttore e attivista Monty Luke: “L’appropriazione culturale”, scrive, “è il processo attraverso il quale aspetti di una cultura sono copiati e usati (appropriati) da membri di un’altra cultura. Questo fenomeno può essere problematico specialmente quando i membri di una cultura dominante si appropriano da una cultura minoritaria. Spesso, quest’abitudine viene portata avanti senza il permesso delle minoranze e l’intento originale e il contesto culturale di questi elementi sono spesso degradati o persi completamente. L’abbiamo visto innumerevoli volte nel regno della cultura pop e specialmente nel mondo della musica. Attraverso l’uso di nomi d’arte, titoli di canzoni e anche pubblicità e uso dei media, ci sono stati moltissimi esempi di artisti bianchi che si appropriano di aspetti della cultura black a loro vantaggio. Creando un’identità nera, questi artisti mirano a creare autenticità, senza riconoscere il danno e la sofferenza che causano ai neri e alla loro cultura.

Il 14 giugno di quest’anno, ho mandato una mail a Marea Stamper, con l’offerta di aprire un dialogo sulla possibilità che lei rinunciasse a usare il suo alias da DJ, The Black Madonna. Questo nome, “The Black Madonna”, ha un significato per i cattolici in tutto il mondo, ma soprattutto per i cattolici neri di Stati Uniti, Caraibi e America Latina. Inoltre, il santuario della Madonna nera di Detroit è stato un’importante figura culturale per molti interessati all’idea del femminismo nero e dell’autodeterminazione negli ultimi 50 anni. A parte le connotazioni religiose, dovrebbe essere anche evidente che nel 2020 una donna nera che chiama se stessa ‘black’ è molto problematica. Ho spiegato queste cose nel mio messaggio e ho concluso la mail con alcuni suggerimenti pratici su come potrebbe avvenire la transizione di nickname/alias.
Non ho ricevuto risposta”.

La risposta infine è arrivata, con il cambio di nome che, ha spiegato la Stamper in un tweet, “rifletteva la lunga e profonda devozione cattolica della mia famiglia verso uno specifico tipo di icona europea della Vergine Maria che è di colore scuro. Le persone che condividono questa devozione amavano il nome, ma ripensandoci avrei dovuto ascoltare di più da altre prospettive. Ma adesso sento forte e chiaro. Il mio nome d’arte ha causato controversie, confusione, dolore e frustrazione che distraggono da cose mille volte più importanti di una singola parola del nome. Viviamo in tempi straordinari e questa è una piccolissima parte di un dibattito molto più grande, ma tutti abbiamo la responsabilità di provare a causare un cambiamento positivo in ogni modo in nostro potere”. Il messaggio si chiude con l’appello ad arrestare i poliziotti responsabili dell’uccisione di Breonna Taylor, avvenuta nella stessa città della DJ.

Marea Stamper, la DJ statunitense finora conosciuta come The Black Madonna, ha deciso di cambiare il suo nome d’arte in The Blessed Madonna in seguito alla petizione lanciata dal produttore e attivista Monty Luke: “L’appropriazione culturale”, scrive, “è il processo attraverso il quale aspetti di una cultura sono copiati e usati (appropriati) da membri di un’altra cultura. Questo fenomeno può essere problematico specialmente quando i membri di una cultura dominante si appropriano da una cultura minoritaria. Spesso, quest’abitudine viene portata avanti senza il permesso delle minoranze e l’intento originale e il contesto culturale di questi elementi sono spesso degradati o persi completamente. L’abbiamo visto innumerevoli volte nel regno della cultura pop e specialmente nel mondo della musica. Attraverso l’uso di nomi d’arte, titoli di canzoni e anche pubblicità e uso dei media, ci sono stati moltissimi esempi di artisti bianchi che si appropriano di aspetti della cultura black a loro vantaggio. Creando un’identità nera, questi artisti mirano a creare autenticità, senza riconoscere il danno e la sofferenza che causano ai neri e alla loro cultura.

Il 14 giugno di quest’anno, ho mandato una mail a Marea Stamper, con l’offerta di aprire un dialogo sulla possibilità che lei rinunciasse a usare il suo alias da DJ, The Black Madonna. Questo nome, “The Black Madonna”, ha un significato per i cattolici in tutto il mondo, ma soprattutto per i cattolici neri di Stati Uniti, Caraibi e America Latina. Inoltre, il santuario della Madonna nera di Detroit è stato un’importante figura culturale per molti interessati all’idea del femminismo nero e dell’autodeterminazione negli ultimi 50 anni. A parte le connotazioni religiose, dovrebbe essere anche evidente che nel 2020 una donna nera che chiama se stessa ‘black’ è molto problematica. Ho spiegato queste cose nel mio messaggio e ho concluso la mail con alcuni suggerimenti pratici su come potrebbe avvenire la transizione di nickname/alias.
Non ho ricevuto risposta”.

La risposta infine è arrivata, con il cambio di nome che, ha spiegato la Stamper in un tweet, “rifletteva la lunga e profonda devozione cattolica della mia famiglia verso uno specifico tipo di icona europea della Vergine Maria che è di colore scuro. Le persone che condividono questa devozione amavano il nome, ma ripensandoci avrei dovuto ascoltare di più da altre prospettive. Ma adesso sento forte e chiaro. Il mio nome d’arte ha causato controversie, confusione, dolore e frustrazione che distraggono da cose mille volte più importanti di una singola parola del nome. Viviamo in tempi straordinari e questa è una piccolissima parte di un dibattito molto più grande, ma tutti abbiamo la responsabilità di provare a causare un cambiamento positivo in ogni modo in nostro potere”. Il messaggio si chiude con l’appello ad arrestare i poliziotti responsabili dell’uccisione di Breonna Taylor, avvenuta nella stessa città della DJ.

Marea Stamper, la DJ statunitense finora conosciuta come The Black Madonna, ha deciso di cambiare il suo nome d’arte in The Blessed Madonna in seguito alla petizione lanciata dal produttore e attivista Monty Luke: “L’appropriazione culturale”, scrive, “è il processo attraverso il quale aspetti di una cultura sono copiati e usati (appropriati) da membri di un’altra cultura. Questo fenomeno può essere problematico specialmente quando i membri di una cultura dominante si appropriano da una cultura minoritaria. Spesso, quest’abitudine viene portata avanti senza il permesso delle minoranze e l’intento originale e il contesto culturale di questi elementi sono spesso degradati o persi completamente. L’abbiamo visto innumerevoli volte nel regno della cultura pop e specialmente nel mondo della musica. Attraverso l’uso di nomi d’arte, titoli di canzoni e anche pubblicità e uso dei media, ci sono stati moltissimi esempi di artisti bianchi che si appropriano di aspetti della cultura black a loro vantaggio. Creando un’identità nera, questi artisti mirano a creare autenticità, senza riconoscere il danno e la sofferenza che causano ai neri e alla loro cultura.

Il 14 giugno di quest’anno, ho mandato una mail a Marea Stamper, con l’offerta di aprire un dialogo sulla possibilità che lei rinunciasse a usare il suo alias da DJ, The Black Madonna. Questo nome, “The Black Madonna”, ha un significato per i cattolici in tutto il mondo, ma soprattutto per i cattolici neri di Stati Uniti, Caraibi e America Latina. Inoltre, il santuario della Madonna nera di Detroit è stato un’importante figura culturale per molti interessati all’idea del femminismo nero e dell’autodeterminazione negli ultimi 50 anni. A parte le connotazioni religiose, dovrebbe essere anche evidente che nel 2020 una donna nera che chiama se stessa ‘black’ è molto problematica. Ho spiegato queste cose nel mio messaggio e ho concluso la mail con alcuni suggerimenti pratici su come potrebbe avvenire la transizione di nickname/alias.
Non ho ricevuto risposta”.

La risposta infine è arrivata, con il cambio di nome che, ha spiegato la Stamper in un tweet, “rifletteva la lunga e profonda devozione cattolica della mia famiglia verso uno specifico tipo di icona europea della Vergine Maria che è di colore scuro. Le persone che condividono questa devozione amavano il nome, ma ripensandoci avrei dovuto ascoltare di più da altre prospettive. Ma adesso sento forte e chiaro. Il mio nome d’arte ha causato controversie, confusione, dolore e frustrazione che distraggono da cose mille volte più importanti di una singola parola del nome. Viviamo in tempi straordinari e questa è una piccolissima parte di un dibattito molto più grande, ma tutti abbiamo la responsabilità di provare a causare un cambiamento positivo in ogni modo in nostro potere”. Il messaggio si chiude con l’appello ad arrestare i poliziotti responsabili dell’uccisione di Breonna Taylor, avvenuta nella stessa città della DJ.

Redazione Rumore
Redazione Rumorehttps://rumoremag.com
Rumore è da oltre 25 anni il mensile di riferimento per la cultura alternativa italiana. Musica (rock, alternative, metal, indie, elettronica, avanguardia, hip hop), soprattutto, ma anche libri, cinema, fumetti, tecnologia e arte. Per chi non si accontenta del “rumore” di sottofondo della quotidianità offerto dagli altri magazine.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Piu' letti

More like this
Related

RUMORE 100: i 100 dischi essenziali dei cantautori italiani

Rumore 100 è il nuovo progetto editoriale di Rumore e il secondo numero in edicola è dedicato ai 100 dischi essenziali del cantautorato italiano. Al suo interno 200 schede, 100 canzoni e altri 100 titoli indimenticabili

Brian Eno, il nuovo album. Ascolta e guarda il video del singolo There Were Bells

There Were Bells è il primo singolo estratto dal nuovo album di Brian Eno, Foreverandevernomore, in uscita a ottobre

Rumore Week: dal ritiro delle accuse contro Bob Dylan fino all’addetto alla sicurezza al concerto di Kendrick Lamar

Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi. Dal 25 al 31 luglio 2022

La storia dell’Under Fest di Ravenna e il programma completo dell’edizione 2022

L'ottava edizione dell'Under Fest si svolgerà dal 29 luglio al 10 agosto a Ravenna

Il rispetto della tua riservatezza è la nostra priorità

 

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti.

Con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare dati precisi di geolocalizzazione e identificazione tramite la scansione del dispositivo. Puoi fare clic per consentire a noi e ai nostri fornitori il trattamento per le finalità sopra descritte. In alternativa puoi accedere a informazioni più dettagliate e modificare le tue preferenze prima di acconsentire o di negare il consenso. Si rende noto che alcuni trattamenti dei dati personali possono non richiedere il tuo consenso, ma hai il diritto di opporti a tale trattamento. Le tue preferenze si applicheranno solo a questo sito web. Puoi modificare le tue preferenze in qualsiasi momento ritornando su questo sito o consultando la nostra informativa sulla riservatezza.

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

In order to use this website we use the following technically required cookies
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi