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Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 1 al 7 giugno 2020

1. KANYE WEST APRE UN FONDO PER IL COLLEGE DELLA FIGLIA DI GEORGE FLOYD

Anche il trumpiano di ferro Kanye West ha deciso di dare il suo contributo alla causa Black Lives Matter, e ha donato 2 milioni di dollari ad associazioni antirazziste e aprendo un fondo per pagare il college a Gianna Floyd, la figlia di George. Kanye si è anche offerto di pagare le spese legali dei familiari di Breonna Taylor e Ahmaud Arbery, uccisi in passato in circostanze simili a quelle di Floyd. Visti i precedenti dell’artista, in molti si sono chiesti quanto il gesto fosse sincero.

2. JOHN DOLMAYAN (SYSTEM OF A DOWN) ELOGIA TRUMP

Per un Kanye West che (forse) si ravvede, un John Dolmayan che appoggia entusiasta il “presidente law and order”: il batterista dei System Of A Down ha postato la foto di un tweet in cui Trump sostiene che la sua amministrazione sia quella che ha fatto di più per la comunità nera, aggiungendo nel suo post: “Non lasciamo che la narrazione che viene fatta girare ci faccia dimenticare la verità di questa affermazione. Il presidente più attaccato nella storia è anche il più grande amico delle minoranze! Non ci credete? Guardate le statistiche”.

3. NICK CAVE METTE ALL’ASTA I CALZINI

Come molti locali in questo periodo, il Trinity di Londra rischia di chiudere. Per evitarlo, è stata lanciata una raccolta fondi, a cui Nick Cave ha deciso di partecipare donando un paio di calzini da mettere all’asta. Purtroppo per i feticisti, non sono mai stati indossati, però sono di Gucci e glitterati, perciò valgono la spesa.

4. IGGY POP PER LA BIG CAT PUBLIC SAFETY ACT

Iggy Pop ama gli animali, si sa, tanto che si è fatto promotore di una legge per proteggere i felini selvatici in Florida. Il musicista ha scritto ai senatori Marco Rubio and Rick Scott e ha dichiarato: “La Big Cat Public Safety Act, che ha un supporto bipartisan, ha lo scopo di proteggere i grandi felini dagli abusi e dall’abbandono, proibendo il possesso di questi animali selvatici, ed evitando incontri rischiosi con loro. Sponsorizzare questa legge di buon senso è importante per la sicurezza dei cittadini della Florida e per il rispetto della fauna selvatica”.

5. LA REPUBLIC RECORDS NON USERÀ PIÙ IL TERMINE “URBAN”

La questione era già stata sollevata da Tyler, The Creator durante la serata dei Grammy: “Non mi piace la parola Urban”, aveva detto, “è solo un modo politicamente corretto per dire la parola con la N. Quando la sento, penso ‘perché non possiamo semplicemente stare nel pop’?”. Ora la Republic Records, etichetta fra gli altri di James Blake e The Weeknd, ha deciso di non utilizzare più il termine Urban, e ha invitato le altre case discografiche a fare lo stesso: “Incoraggiamo il resto dell’industria musicale a seguire l’esempio, perché è importante modellare il futuro nel modo in cui vogliamo che sia, e non aderire alle strutture obsolete del passato”.

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#WeUseOurVoices, Use Yours.

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E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.


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