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Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 18 al 24 maggio 2019

LAVATI LE MANI COL WU-TANG CLAN

Il merchandising (benefico) ai tempi del coronavirus: il Wu-tang clan ha lanciato una linea di prodotti i cui ricavati delle vendite sosterranno la Ottawa Food Bank, Ottawa Mission Foundation, e il Children’s Hospital of Eastern Ontario. Fra questi, oltre alle magliette, c’è anche l’igienizzante per le mani Protect Ya Hands.

L’OPEN AIR PARTY A DISTANZA DI SICUREZZA

Il Coconut Beach di Münster, in Germania, è stato la location del primo dance party con distanziamento sociale in Europa. La serata ha visto alla console Gerd Janson, Steve Stix, Kai Lorenzen e Thorsten Karger, e per mantenere la distanza fra i presenti sono stati venduti solo 100 biglietti a fronte di una capienza di 2000 persone. “naturalmente comprendiamo che alcuni dei nostri ospiti siano delusi”, ha detto il manager del locale Thomas Pieper riferendosi ad alcune polemiche per il prezzo del biglietto (70 euro), “ma non appena il regolamento per gli eventi live ci permetterà di ospitare 250 persone, abbasseremo i prezzi”.

LE T-SHIRT BENEFICHE DEI NIN

“Dato che la realtà e la verità adesso sono malleabili e soggettive, forse questo tour si è svolto davvero ed è stato fantastico. Ogni singolo commento su internet è stato positivo”. No, Trent Reznor non è impazzito, ma ha presentato con questo claim fantasioso l’iniziativa di mettere in vendita il merchandise del tour che i Nine Inch Nails avrebbero dovuto fare nel 2020, e di donare tutti i ricavati alle banche del cibo delle città che sarebbero state toccate dal tour.

LE NIKE DEI GRATEFUL DEAD

Presto i fan dei Grateful Dead potranno avere un “dancing bear” anche sulle sneakers: la Nike ha infatti annunciato il lancio di una nuova Dunk Low ispirata alla band, e in particolare agli orsetti che compaiono sul retro dell’album live del 1973 History of the Grateful Dead, Volume One (Bear’s Choice).

CORONAVIRUS VS SATANISMO

“Continuerò ad ascoltare il metal satanico, e amo ancora i Deicide e altre band del genere, ma per quanto riguarda la mia vita privata e la mia esperienza di quello che ho passato, non credo che Satana sia figo quanto pensavo prima”. A far cambiare idea a Will Carroll, batterista dei Death Angel, sono state le due settimane passate in rianimazione dopo aver contratto il coronavirus, durante le quali avrebbe avuto un incontro ravvicinato con Satana: “ho avuto delle esperienze extracorporee”, ha raccontato al San Francisco Chronicle, “sono andato all’inferno e Satana era una donna e sono stato punito per la mia accidia. Ero questo gigante obeso alla Jabba the Hut, vomitavo sangue e continuavo a vomitare fino a quando ho avuto un infarto, che è piuttosto strano perché ho avuto un’insufficienza cardiaca mentre ero in coma. Ricordo di essere risalito dall’inferno e di aver fluttuato sopra il mio corpo e una volta arrivato in paradiso era terrificante anche lì. Era come un’orgia romana e gli angeli erano più spaventosi dei demoni. Mi sono ritrovato di nuovo sulla terra ed ero con degli amici in un locale e non sapevo cosa ci facessi lì. È l’ultima cosa che ricordo fino a quando mi sono svegliato. Le mie prime parole all’infermiera sono state: ‘sono ancora all’inferno?’. Lei mi ha ignorato”.

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E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.


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