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“Che cos’è il Ku Klux Furniture?”, chiede Serge a Nick Cave su The Red Hand Files: il riferimento è al suo brano del 1988 Deanna, ed è sicuramente una cosa che si sono chiesti in tanti. “La madre di Deanna”, spiega Cave, “era americana e ogni Natale tornava negli Stati Uniti, lasciando l’anticonformista figlia a occuparsi della casa che si trovava sulla riva sud del fiume Yarra. Forse prevedendo quello che avremmo fatto, copriva i mobili del soggiorno con lenzuola bianche protettive – li chiamavamo ‘i mobili Ku Klux'”.

Nella stessa pagina, Nick risponde a un’altra domanda, quella di Craig: “hai mai raggiunto da sobrio lo stesso sballo di quando eri sotto l’effetto di qualche adorabile sostanza?”, con un quadro piuttosto accurato di cosa significa essere tossicodipendente: “Non sono sicuro di aver raggiunto lo stesso sballo di quei tempi ora che sono pulito, ma non ho nemmeno raggiunto i punti così bassi che si toccano quando prendi quelle ‘adorabili sostanze’ – sbattuto nelle stazioni di polizia, deumanizzato in rehab, esperienze di pre-morte, pensieri suicidi, overdosi regolari, bassa motivazione, ossa rotte, essere fregato, amare Charles Bukowski,
indifferenza sociale e fisica, mentalità da branco, amici morti, rapporti sfasciati (a questo proposito, qualche tempo fa aveva raccontato la fine della storia con PJ Harvey), ascessi, incidenti d’auto, psicosi, leggere Lo Hobbit, malnutrizione, impotenza creativa, epiche perdite di tempo, stonare (ci sto ancora lavorando), dire cazzate (anche su questo), malattie mortali, e non chiamare mia madre al suo compleanno”.


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