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“Sono d’accordo con ZJ – non chiamiamola una lite fra ragazze. Ha toccato un punto interessante”. Nel primo tweet di risposta a Zola Jesus, Grimes ci tiene a mettere in chiaro che non intende scatenare una guerra: la storia comincia quando, ospite del podcast del fisico Sean M. Carroll, Grimes dichiara che “presto la musica dal vivo sarà obsoleta”.

Arrivano un tweet di Zola Jesus, che la definisce “la voce del privilegio fascista della Silicon”, e poco dopo Devon Welsh a rincarare la dose, parlando di “propaganda fascista della Silicon Valley”.

In una serie di risposte, Grimes sostiene che “la tecnologia ha sempre cambiato il modo in cui facciamo e consumiamo musica e questo processo non si fermerà. Come andrà e quali sono le potenziali conseguenze positive? Non possiamo prevenire quelle negative se non cominciamo a vedere quelle positive. La tecnologia sta rendendo la musica più democratica! Le persone fanno arte incredibile con il pc senza istruzione musicale. Più persone che fanno musica = più arte nel mondo = rete positiva. Penso che siamo nel mezzo di un’incredibile esplosione creativa in gran parte guidata dalle tecnologie musicali più accessibili. Non tutta l’arte è buona ma questa è l’arte. Quello che conta è che la gente sta sperimentando. E questo succede anche per l’aspetto performativo della musica.

E continua: “Non è in discussione che la performance dal vivo sia una delle cose più emozionanti di cui si possa fare esperienza (sono stata a centinaia se non migliaia di concerti), ma non significa che non possiamo impegnarci a pensare a cosa potrebbe succedere in futuro. Per chiarire, io vivo di questo. La maggior parte delle mie entrate viene dai tour ed è una sfida essere on the road. Ma amo pensare al futuro e sono curiosa di come le nuove tecnologie potranno ridurre i costi sull’ambiente dei tour, per esempio. Il termine ‘obsoleto’ è probabilmente un po’ aggressivo, stavo andando a braccio. Ma vorrei un chiarimento sul termine ‘fascista'”.


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