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Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dall’11 al 17 febbraio 2019

1. R.E.M. VS TRUMP

Trump e i suoi collaboratori dovranno farsene una ragione prima o poi, e smettere di usare la musica di artisti che non gradiscono l’accostamento: gli ultimi a protestare per l’uso di un loro brano sono i R.E.M., che hanno fatto rimuovere il video di Everybody Hurts usato dal repubblicano Carpe Donktum per prendere in giro le reazioni dei democratici al discorso State of the Union, e ritwittato dallo stesso presidente.

2. SHECK WES ACCUSATO DI ABUSI

Il caso di cui tutti parlano in questi giorni è quello di Ryan Adams, ma anche il rapper Sheck Wes deve vedersela con le accuse della sua ex Justine Skye, che scrive su twitter: “faccio una passeggiata con i miei amici e il mio uomo e Sheck Wes e i suoi amici decidono di stalkerarci e attaccare i miei amici. Due auto piene di negri e lui seduto in auto come una puttana. Sei patetico e picchi le donne. Hai picchiato la tua ragazza prima di me e lo farai ancora”. Sempre con un tweet, Wes ha negato tutto, e in risposta la Skye ha scritto di avere dei video che proverebbero il suo comportamento violento.

3. IL MATRIMONIO DI KEVIN PARKER

Il leader dei Tame Impala è convolato a giuste nozze con la fidanzata storica Sophie Lawrence. I festeggiamenti si sono svolti in un “idilliaco vigneto” australiano alla presenza di invitati come Lady Gaga e Mark Ronson, ma il ticco di classe è stato lo spuntino di mezzanotte offerto dai novelli sposi: 150 hamburger del McDonald’s.

4. CARDI B E I FIORI DI TOM PETTY

Cardi B ci sarà rimasta male quando ha scoperto che l’artista che pensava essere un suo ammiratore è morto due anni fa? Sarà stata l’emozione per il Grammy appena vinto, ma ha fatto una bella gaffe quando, in una story su Instagram, ha ringraziato Tom Petty per averle mandato dei fiori. In realtà, a inviare il bouquet era stata Annie Wonderlich, proprietaria di un negozio di Los Angeles, che nel biglietto di accompagnamento aveva scritto una citazione del brano Walls (Circus), da cui l’equivoco.

5. SLEAFORD MODS VS IDLES

Se pensate che le divisioni della sinistra siano un problema tutto italiano, consolatevi, in Inghilterra anche le band litigano e si contendono l’esclusiva sugli ideali progressisti: in particolare, il duo più rosso del momento, gli Sleaford Mods, se l’è presa con un altro gruppo filoproletario, anzi no: “pensavo fossero una band di strada”, ha infatti detto Jason Williamson in una nuova intervista riferendosi agli Idles, “c’erano versi come Tarquin che lasciavano intendere che stessero scagliandosi contro la classe media, ma è venuto fuori che non fanno parte della working class. Questo mi ha offeso, perché ho pensato che si stessero appropriando della voce della working class. Ovviamente questo è venuto fuori al massimo quando è uscito il secondo album, e mi sono sentito un po’ tradito”.


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