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Profumo è il secondo singolo di Numen, il nuovo progetto di Pieralberto Valli, un disco che si svelerà brano dopo brano nel corso dell’anno. Il disco ha avuto una genesi particolare: Alla fine del 2017 la compagnia di teatro contemporaneo “Città di Ebla” ha commissionato a Valli una parte del lavoro che stava mettendo in scena, Le visioni di Zosimo_CONsensu Patris, ossia uno studio corale sul senso del sacro e sulla figura del padre. Accettato il compito, ha cominciato a scrivere, ispirato da letture e riletture di testi di varia natura (studi sulla Bibbia e il Cristianesimo, testi di Jung, Ermete Trismegisto, e anche visioni più “olistiche” come quelle di Annick de Souzenelle), e in pochissimo tempo sono nati circa 20 movimenti, o canzoni possibili, di cui tre sono andati in scena, ma tutto quel patrimonio si è poi coagulato nell’idea di un album, Numen appunto. che utilizza quasi esclusivamente il “tu”, come da tradizione del canto devozionale. Allo stesso tempo desidera unire quel “tu” mistico a un “tu” più fisico, carnale: il “tu” del corpo che si rivolge a un altro corpo. 

Dopo Non fare tardi, vi facciamo ascoltare in anteprima anche la seconda canzone che, spiega il cantautore, è stata “scritta partendo dal finale, partendo dall’orgasmo, per risalire al contrario verso ciò che lo ha generato. Una canzone sulla nudità del corpo, sul suono della pelle, su una processione che avanza tra le gambe, sui frantumi che ne restano, mentre crescono, osceni, cori di voci angeliche. Fino a non sentire più niente. Fino a sentire il profumo sotto forma di suono”.


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