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Esce il 12 aprile per Backwards Records il nuovo 7” dei Lay Llamas – moniker del musicista siciliano Nicola Giunta – che si può preordinare qui, sarà realizzato in vinile color oro e conterrà due tracce, fra cui Malophòros, composta e suonata insieme al “cantore-sciamano” Alfio Antico, che ha scritto il testo in dialetto siciliano, ispirato al Santuario del V secolo a.c. dedicato alla dea Demetra le cui rovine si trovano nel Parco Archeologico di Selinunte, in Sicilia.

Il secondo brano, Mondi di Pietra, è invece cantato in italiano. “Nel lato A di questo 7″”, scrive Marco Pecorari:

si concretizza l’incontro fra il maestro Alfio Antico e i Lay Llamas: materialmente avvenuto al Bunker Studio di Arquà Petrarca (PD) ma idealmente officiato al santuario di Demetra Malophòros, a Selinunte in Sicilia (risalente al V secolo a.c.). Nicola Giunta dei Lay Llamas ha vissuto per anni in quella zona magica e ha chiesto ad Alfio Antico di diventare una sorta di sciamano, guida verso un viaggio temporale indefinito. Così Antico inizia la sua narrazione verso il tempio di Demetra, dicendoci che “quannu un tempu nun nnera tempu e no stissu tempu era tempu ora ca semu d’un gran tempu forsi, nun c’è tempu, forsi”. Ecco allora che il tamburo a cornice di Antico e la sua voce ci narrano, in dialetto siciliano arcaico le gesta mitologiche della Dea della fertilità e dell’agricoltura e le vicende dei suoi adoratori: i contadini (“tu ca facisti mastri e criasti armiggi ppi la terra”) e le donne (“Demetra nostra matri natura jè!”). Nel lato B il brano “Mondi di Pietra”, cantato in italiano, unisce suggestioni di mondi (apparentemente) lontanissimi: il Mediterraneo e gli anni ’70 italiani, quelli del folk kosmische, la pseudo archeologia e la vetero-astronomia dei libri di Peter Kolosimo, il minimalismo di Terry Riley.

Qui sotto potete ascoltarlo in anteprima:


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