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La statua della Lupa al Campidoglio di Roma, 4 dicembre 2014.  (foto:ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Andranno in onda su Rai3 a partire da giovedì 14 per tre serate i sei episodi de I mille giorni di Mafia Capitale. La docufiction racconta le indagini di Carabinieri e Polizia che, a partire dal 2012 fino alla sentenza dello scorso 20 luglio, hanno portato alla scoperta degli intrecci romani di politica, affari e malavita.
La colonna sonora è di Riccardo Sinigallia, che qui ci racconta com’è andata, dal rifiuto iniziale alla folgorazione al lavoro con gli altri musicisti coinvolti:

È andata che un giorno trovo su fb un messaggio di un certo Alessandro Carbone che mi chiede – con grande gentilezza – se per caso non avessi voglia di comporre la colonna sonora di una docufiction su Mafia Capitale. Sarà che ormai ciò che mi compare su uno schermo in forma di proposta lo sottovaluto, sarà che sono realmente in ansia da prestazione per il mio album, che avevo il tour dei Deproducers in atto e altre cose in ballo, automaticamente rispondo nella solita seppure sincera modalità: ‘Grazie tante per la considerazione ma in questo momento ecc. ecc.’. Sennonché il buon Carbone – che tra l’altro è scrittore, autore, appassionato di musica e con alle spalle anche interessanti esperienze musicali e letterarie – ha la tenacia di insistere e dirmi: ”Guarda io ti mando la sceneggiatura lo stesso, perché secondo me tu devi fare le musiche di questa cosa!” Che coraggio, penso io. Allora vado a leggere… Se non fosse andata com’è andata non avrei mai più aperto una sua mail, invece andò molto bene. Già dalle prime righe rimasi sconvolto su vari livelli dalla forma e dai contenuti di quello che era ai piedi del mio letto con me steso a leggere. Ero sconvolto anche per il fatto che i luoghi della docufiction e cioè delle intercettazioni e cioè i luoghi di quella che probabilmente sarà ricordata comunque come ‘Mafia Capitale’ erano i luoghi della mia infanzia, dei quartieri dove sono cresciuto, della cui nascita e successiva speculazione edilizia sintetizzerà Claudio Canepari (il regista) nella prima puntata. Insomma Carminati, Brugia e gli altri si muovevano dove io sono cresciuto, dal benzinaio sotto casa. Al di là della questione emotiva personale il racconto, costruito sugli atti processuali e le autentiche intercettazioni audio-video, le telefonate, le interviste e anche il modo in cui la narrazione congiunge tutti i livelli, mi rapisce. Mi dimostro entusiasta e mi faccio mandare il seguito, la questione è delicatissima, ci sono ancora i processi in corso, le testimonianze, le sentenze da attendere per poterne parlare. Mi vedo con il regista Claudio Canepari, la produttrice e Antonella, una montatrice, vengono nel mio studio e mi fanno vedere 2, 3 frammenti video. Impazzisco, sarà per i motivi che ho elencato prima ma ogni strato narrativo mi affascina perché sovverte gli schemi del racconto (soprattutto di quello criminale). Sembra vero, è vero! Faccio sentire 2 o 3 tracce anche io per capire se stiamo sintonizzati sulla stessa frequenza e loro sembrano gradire, a quel punto spiego a Claudio tutto il mio coinvolgimento e gli dico: ‘Questa colonna sonora la posso fare solo io!’. E lui ridendo dice ‘Ok, ci sentiamo appena siamo pronti’. Da qui inizia il viaggio, all’inizio pensavo presuntuosamente di riuscire a fare tutto da solo, poi mi sono reso conto che erano sei puntate da 50 minuti circa, piene di musica, quasi fosse un’opera, un musical. Nonostante avessi già composto un buon numero di tracce, una decina di recuperi dal passato e cinque o sei temi composti ad hoc, ho capito che da solo forse non avrei potuto farcela, così ho chiesto aiuto e mi sono rivolto ai migliori, a quelli che ormai conosco da anni, di cui mi fido. Ho chiamato Emiliano ‘Meme’ Di Meo come compagno di viaggio stabile per essere sicuro di arrivare in porto, ed è stato anche un valido supporto creativo e musicale. Ice One mi ha mandato alcune delle sue meravigliose tracce che produce quando non fa dischi rap o di elettronica da dj e su cui poi con Meme abbiamo lavorato per soddisfare la parte più ‘sardonica’ e ‘grottesca’. Poi due special guest: Paolo Spaccamonti, di cui sono fan e avevo delle splendide tracce registrate occasionalmente sulle quali ho lavorato con attenzione, cura e passione; e Monobjo, altro musicista che stimo e che ci ha aiutato in un paio di orchestrazioni aggiuntive. Ogni elemento, che ancora ringrazio per il prezioso aiuto, ha reso il lavoro musicale entusiasmante e ha soddisfatto ogni risvolto, ogni contrasto emotivo e narrativo, almeno credo.

Ecco il trailer della serie. In sottofondo, uno dei pezzi scritti da Sinigallia con Paolo Spaccamonti.


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