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Pochi giorni fa si è diffusa la notizia della cancellazione del tour statunitense dei Soviet Soviet a causa di un problema di visto, sfociato poi in un interrogatorio di quattro ore e in una notte in carcere prima del ritorno in Italia. I pesaresi avrebbero dovuto suonare anche al SXSW di Austin, Texas.

A quanto pare però il trio italiano non è il solo ad aver avuto questo inconveniente: nelle ultime ore sono infatti arrivati i comunicati di altre tre band che si sono viste revocare i propri visti mentre si stavano recando negli USA per il festival texano. Uno dei protagonisti di questa spiacevole vicenda è il batterista Yussef Dayes, che si sarebbe dovuto esibire con due diversi gruppi londinesi: Yussef Kamaal (che sarà invece al Locus Festival) e United Vibrations (in cui suona insieme ai suoi fratelli Ahmed e Kareem). La sua etichetta, la Brownswood Recordings (fondata da Gilles Peterson) ha dichiarato che l’artista sospetta si tratti di una discriminazione razziale o religiosa. I visti ESTA (gli stessi usati dai Soviet Soviet) degli altri due fratelli Dayes sono stati revocati a loro volta e entrambe le band hanno dovuto annullare la loro presenza al SXSW.

Anche i Massive Scar Era – band egiziana di stanza Vancouver, Canada – si sono presentati con dei visti turistici anziché lavorativi, motivando anch’essi la scelta con il fine esclusivamente promozionale dell’esibizione. L’aspetto più inquietante di questo caso è che il bassista live Dylan Pieter Wijdenes-Charles, chiamato dal gruppo per i concerti statunitensi, è di fatto un nativo americano e aveva con sé tutta la documentazione necessaria per dimostrarlo. Stando alle dichiarazioni dei Massive Scar Era, un agente gli avrebbe detto che al prossimo viaggio negli USA dovrà dimostrare la sua etnia tramite esame del sangue.