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di Luca Doldi

È uscito in questi giorni il primo album dei Tutti I Colori del Buio, band hardcore torinese con membri di Last Minute to Jaffna, Marmore e Magdalene. Già un sette pollici alle spalle, uscito nel 2014, che ha fatto parlare molto di loro, e tantissime date in giro per l’Italia. Questo nuovo disco, che si intitola Initiation Into Nothingness, ha già ricevuto un’ottima recensione dal nostro Marco Pecorari su Rumore di ottobre e si appresta a diventare un album molto apprezzato in ambito hardcore e metal, perché si tratta di un disco solido e affilato: undici pezzi che non lasciano respiro, per una mezz’ora fra ritmi serrati, chitarre violente e voce che apre uno squarcio nel muro di suono. In anteprima per Rumore, potete vedere il video di Three Times Denied Means Fuck You realizzato da Serena Mazzini. Data la passione mai nascosta della band per il giallo all’italiana, già manifestata anche nel video di Stop Your Fun with a Bullet, realizzato utilizzando scene dal film Tutti i Colori del Buio di Sergio Martino, anche questo video non poteva che essere un montaggio di scene prese da un altro capolavoro, ovvero Sei donne per l’assassino di Mario Bava. Ho raggiunto telefonicamente Dano, chitarrista della band, per parlare un po’ di questo disco ma anche della situazione musicale torinese e di molte altre cose. Come sta andando la promozione del disco, siete soddisfatti? Sono già uscite le prime recensioni (Rumore a parte)? Danio: “Sta andando bene, abbiamo fatto il release party insieme ai Khoy ed è andato benissimo, c’era un sacco di gente. Poi oltre a Rumore sono uscite le prime recensioni su alcune webzine e devo dire che siamo rimasti stupiti dalle parole che hanno speso per noi. È sempre strano vedere come vengono recepite le cose che fai da altre persone”. Quanto ci avete messo a registrare Initiation into nothingness? D: “Registrarlo è stato abbastanza lungo, perché l’ho registrato nel mio studio nelle pause fra un lavoro e un altro. Abbiamo iniziato con le batterie ad aprile 2015 e le abbiamo fatte all’OFF studio di Paul Beauchamp, che è un nostro carissimo amico e quando può ci fa anche da fonico live. Le abbiamo fatte lì perché la sua stanza è più grande di quella che ho io e suona meglio. Poi da me abbiamo registrato voce e il resto. Alla fine di tutto, il mastering definitivo è arrivato a febbraio 2016”. Rispetto al primo sette pollici si sente un suono più compatto e definito, siete andati alla ricerca di questo tipo di suono oppure dipende solo dall’affiatamento della band e dalla cura nella registrazione? “La premessa è che l’EP era nato come un demo, suonavamo insieme da due mesi abbiamo detto: ‘Abbiamo due pezzi li registriamo insieme a una cover e un intro, giusto per cercare delle date da fare’. Poi è successo che nel momento in cui l’abbiamo messo su bandcamp ha fatto qualcosa come 1200 ascolti in un giorno, un sacco di gente si è presa bene, tra cui Escape from Today che ci ha proposto di stamparlo e quindi alla fine è uscito così com’era”. “Sicuramente con questo è stato fatto un lavoro maggiore, sia a livello di preparazione che poi dopo nelle registrazioni. Chiaramente suonando insieme per due anni siamo migliorati come band, ma anche a livello di strumenti: Simone ha cambiato basso, io ho cambiato distorsore, nel demo la batteria era una scassata che avevo io in studio, invece stavolta abbiamo usato la batteria di Francesco, tante cose che insieme poi si sentono”. Sul suono invece avete fatto un lavoro particolare o avete cercato di mantenere quello che poi avete anche dal vivo? “Abbiamo cercato di restare fedeli a quello che è il nostro suono dal vivo, poi abbiamo usato accorgimenti in studio per ricreare il suono live, ma non volevamo che fosse una cosa diversa da quello che siamo sul palco”. I pezzi sono quasi tutti degli spari da due minuti con tempi tiratissimi, ma verso la metà del disco c’è un pezzo che ha lo stesso nome della band che invece è molto più dilatato, quasi doom, l’avete chiamato così perché è un pezzo significativo per voi? “L’abbiamo chiamato così perché ci abbiamo messo dentro dei campioni presi dal film. Ci piaceva molto come suonava il pezzo però Alessio non sapeva bene cosa cantarci sopra. Da un lato c’era questo problema, dall’altro però il pezzo ci piaceva e non volevamo scartarlo e l’abbiamo risolta così”. È un pezzo che avete scritto ultimamente? “Sì è uno degli ultimi che abbiamo scritto”. Potrebbe essere anche una direzione per il futuro? “Sì, fra l’altro anche sull’EP c’è l’intro che è anche quello molto dilatato. Questo qui all’inizio lo pensavamo come un nuovo intro, poi in realtà l’abbiamo suonato per una volta o due dal vivo e non funzionava. Il fatto di mischiare roba molto veloce con altra più lenta e dilatata ci piace molto, quindi è molto probabile che ricapiti in futuro”.

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Initiation into nothingness
Voi oltre alla band lavorate tutti nella musica o in altri ambiti? “No lavoriamo tutti in ambiti diversi, Alessio ha una fumetteria, Simone lavora in un supermercato, Francesco invece fa vari lavori fra cui ogni tanto anche montaggio impianti audio”. Possiamo dire che la band è un hobby preso molto seriamente, visto che a parte te, nella vita fate tutt’altro. “Sì è un hobby preso molto seriamente, infatti molte volte ci sono casini fra turni, lavori e incastri vari. Abbiamo la fortuna di avere un nostro carissimo amico che conosciamo da quando eravamo ragazzini, Salvo dei Khoy, che suona anche nei Marmore insieme a Francesco, che fa un po’ da “riserva”. È capitato che io on potessi suonare una sera e mi ha sostituito, oppure un’altra volta non poteva venire Simone e ha suonato lui il basso, imparasse a suonare anche la batteria saremmo a posto”. Dei Marmore fra l’altro avevo fatto una recensione su Rumore un po’ di tempo fa, mi era piaciuto molto il loro ep, è un progetto che continua parallelamente? “Sì, fra non molto uscirà anche il nuovo disco”. Anche gli altri vostri gruppi, Last Minute to Jaffna e Magdalene sono ancora in attività? “Sì, io suono anche nei Last Minute to Jaffna e stiamo suonando poco ma stiamo andando avanti, l’unico gruppo che non c’è più sono i Magdalene che sono il gruppo di Alessio in cui suonava il basso”. Adesso avrete un po’ di date da fare fra ottobre e novembre, arrivate fino al Sud Italia o vi fermate più su? “No, è tutto centro Nord, il punto più a Sud sarà Pescara. Andare al Sud è bellissimo, mi è capitato qualche volta con i Last Minute to Jaffna, l’unico problema è che partendo da Torino, è un po’ lunga. Bisogna prendersi una settimana intera, a meno che non ci si organizza con l’aereo ma spuntano poi altri problemi per gli strumenti e spostamenti in loco. Eravamo andati l’anno scorso con i Last Minute in Sardegna in aereo, è stato molto bello, però l’organizzazione prima è stata molto complessa. Abbiamo dovuto spedire gli strumenti con il corriere, perché ci costava meno, abbiamo viaggiato con Easyjet e Ryanair spendendo pochissimo e poi lì abbiamo affittato la macchina. Ne è valsa la pena eh, però è comunque complicato”. Cambiando discorso, a Torino com’è la situazione musicale, soprattutto per quello che è il vostro genere o in generale la musica pesante? “Per quel che riguarda l’hardcore è una situazione un po’ strana, di quello che era l’hardcore negli anni 80/90 non è rimasto molto, diversi gruppo si sono rimessi a suonare, come i C.O.V. o i Mucopus, ma quello che manca un po’ sono i gruppi nuovi, di ragazzi giovani”. Manca un po’ di ricambio generazionale? “Sì, noi per dire siamo tutti sulla trentina e per tutti noi questo è stato il primo gruppo punk/hardcore, ed è bello, però dovrebbero essere i ragazzini a farlo, invece i ragazzini suonano anche, ma altre cose”. Questo sul ricambio generazionale è un discorso che mi ritrovo spesso a fare, quando parlo con qualcuno di musica è un aspetto che riscontro quasi sempre e in varie parti d’Italia, e la stessa cosa mi stai dicendo tu di Torino. “Devo dire che comunque ci sono gruppi di ragazzi giovani, anche molto bravi, però totalmente in altri ambiti”. Ad esempio? “Beh io conosco abbastanza bene i Foxhound, che avevano cominciato giovanissimi con roba tipo Editors, post-punk un po’ darkettone, adesso invece hanno preso più una direzione quasi reggae/dub e sono molto in gamba. Oppure ci sono altri gruppi, però più sul metal, death-core come i Noise Trail Immersion, anche loro tutti sulla ventina, sta uscendo il loro primo disco”. Invece a livello nazionale quali sono le band che vi piacciono? “Ce ne sono diverse, non vorrei dimenticarmene qualcuno e fare una figuraccia…”. Due così al volo? “Così di getto ti dico Cayman the Animal di Perugia, con i quali c’è anche un bel rapporto di amicizia, poi i Leviathan di Roma, oppure se penso al Veneto mi vengono in mente gli Zeit“. Vi sentite parte di un movimento su scala nazionale insieme a questi gruppi che hai citato o anche altri sempre sul genere hardcore, post-metal? C’è solidarietà, voglia di darsi una mano? “Diciamo sì e no, sicuramente c’è collaborazione, se il gruppo X ha bisogno di una data a Torino, se posso sono ben felice di dare una mano a organizzarla, la stessa cosa vale per altre band in altre parti d’Italia. Poi io e Simone abbiamo due etichette DIY e quindi anche lì se possiamo dare una mano la si da volentieri”. Le vostre etichette sono la Bare Teeth, che ha partecipato anche alla produzione del vostro disco e l’altra? “Sì, la Bare Teeth è la mia e invece quella di Simone è la Tanato Records“. Le altre etichette che hanno prodotto il disco come le avete trovate, c’era già un rapporto? “Ma più o meno ci conoscevamo da prima di essere una band, per esempio Nicola Manzan di Dischi Bervisti lo abbiamo visto e incontrato mille volte, mi è capitato di lavorare per lui come fonico nel locale dove lavoravo oppure che facessi il fonico per gruppi che suonavano insieme a lui. Francesco di Sonatine conosceva già Alessio, credo dai tempi dei Magdalene”. Quindi erano tutti contatti a cui poi penso sia stato naturale mandare il disco. Sono sempre importanti i rapporti personali poi per trovare collaborazioni, anche per quel che riguarda le etichette. “Esattamente, noi poi l’abbiamo mandato a un sacco di gente, magari qualcuno ci ha detto guarda in questo momento non riesco e invece poi c’è stato chi era ben felice di lavorare con noi”.   Le date del tour: 19 Ottobre – Cimarelli – Terni 20 Ottobre – Scumm – Pescara 21 Ottobre – Arci Dallò – Castiglione Delle Stivere 22 Ottobre – Novak – Scorzè 23 Ottobre – FOA Boccaccio – Monza 12 Novembre – Arci Border – Torino 18 Novembre – No Cage – Prato 19 Novembre – TBC – Terni 26 Novembre – Cs Baraonda – Segrate