Roundhouse

di Stefania Ianne

Il concerto dei Television a Londra è atteso, perché il sofisticato gruppo newyorkese raramente diletta i propri fan con delle uscite dal vivo. Il numero impressionante di bagarini all’esterno della Roundhouse di Chalk Farm dimostra la gran voglia di ascoltarli dal vivo. Stranamente un biglietto io l’ho acquistato per vie ufficiali il giorno prima del concerto. All’arrivo in sala mi rendo conto che è stato evidentemente un errore. Mi hanno venduto la poltrona destinata all’accompagnatore di un disabile. Un errore del sistema computerizzato evidentemente, ma intanto io rimango in sala in posizione privilegiata.

I Television sono sul palco. Il volto scavato a metà strada tra Dario Argento e John Cleese, per chi si ricorda i Monty Python, Tom Verlaine non è scheletrico come una volta ma sicuramente la luce fioca della Roundhouse ne evidenzia le caratteristiche spettrali. I capelli bianchi e l’abbigliamento/divisa da Cina comunista completano il quadro. Nel complesso un quadro poco allettante dal punto di vista visivo. Fred Smith a sinistra è il bassista più noioso che abbia mai visto. Billy Ficca alla batteria a prima vista somiglia più ad una nonnina indifesa piuttosto che ad un batterista punk attempato. Jimmy Rip alla chitarra solista alla destra del palco è l’unico relativamente recente componente dei Television a non essersi arreso completamente all’assenza di glamour tradizionalmente associata all’avanzare dell’età.

Incomprensibile la scelta della cantante che li ha preceduti: una teenager piena di energia, chitarra elettrica e una gran voce: Misty Miller. Lo sbalzo generazionale sembra solo aumentare l’incongruenza della scelta. La ragazza mi ricorda il gruppo giovanissimo che aveva aperto per un concerto totalmente ignorato da pubblico e critica di Gordon Gano (and the Ryans) due anni fa al Jazz Café di Londra. Atteggiamento navigato per una performance patetica. Anche se la performance di Taxi Cab, fa pensare che per la Miller ci possa essere speranza.

Tom Verlaine si sbarazza dei giornalisti dopo la prima canzone, “Bye bye!” si sincera che i fotografi siano scortati verso l’uscita, evidentemente annoiato dall’attenzione, prima di continuare.

I Television sprecano Elevation e Venus of Milo in apertura, prima che il pubblico si sia riscaldato e il volume dell’amplificazione aggiustato. Il pubblico si lamenta. “We’ve been trying for hours. This place is too big! I hope it sounds ok”, Verlaine ci dice dopo aver alzato il volume.

Le canzoni si succedono, poche, e in versione fin troppo estesa, fin troppo cerebrale. Il concerto semplicemente mi ricorda perché la musica dei Television mi ha sempre lasciato estremamente fredda.

Da segnalare la meravigliosa versione di Persia quasi interamente strumentale con Verlaine in evidenza alla chitarra. In un approccio jazzistico ben coordinato, i musicisti si alternano in una serie infinita di tessiture musicali, più cerebrali che psichedeliche. La voce di Verlaine sempre più simile a quella di David Byrne, si fa sentire con moderazione e il risultato è preferibile. Per quanto il concerto sia magistralmente eseguito, il gruppo mi sembra manchi totalmente di chimica. Un’esecuzione aristocratica, uno sforzo calcolato, piacevole ma apprezzato soltanto dai numerosi fan in sala. Il movimento tra il pubblico è ridotto al minimo. Sarà l’età media fin troppo elevata. Ma l’entusiasmo è grande.

Verlaine richiede delle luci blu prima di lanciarsi in Guiding Light e l’illuminazione glaciale aiuta a creare una certa aurea intima-mistica intorno alla performance. Ma quello che manca totalmente sul palco stasera è l’energia punk rivoluzionaria/creativa che aveva caratterizzato lo sforzo dei Television all’inizio degli anni ‘70. Addirittura in un paio di occasioni sembra che le canzoni si spengano per mancanza d’idee piuttosto che per aver raggiunto una pianificata conclusione… Concludono con una versione fin troppo prolungata ed elaborata di Marquee Moon. Spero si lancino in una versione infernale di una cover di Psychotic Reaction nell’encore, purtroppo lascio la venue delusa…