Ieri sera i Godspeed You! Black Emperor hanno vinto il Polaris Music Prize 2013, premio assegnato al miglior disco dell’anno di un artista o gruppo canadese, per il loro disco Allelujah! Don’t Bend! Ascend!. Ian Ilavsky della Constellation, la loro etichetta, ha accettato il premio a loro nome affermando che avrebbero usato il premio (30.000 dollari) per promuovere programmi di educazione musicale nelle prigioni del Quebec.
La band ha poi pubblicato una dichiarazione per commentare la loro vittoria, ringraziando il Canada e i musicisti canadesi per il riconoscimento, ma aggiungendo diverse considerazioni anti-establishment. Un estratto tradotto (formattazione originale):
“E allora sì, siamo grati, e sì, siamo umili e ci vergognamo a lamentarci quando ci è stata data una riconoscenza come questa – MA CAZZO – sono quasi vent’anni che stiamo arando il nostro campo ai margini della cultura più strana, e “questa scena è piuttosto figa ma quello di cui ha davvero un cazzo di bisogno è un premio” non è un pensiero che ci è mai passato in testa.
3 brevi punti su cui forse tutti potremmo essere d’accordo=
-tenere un gala in tempi di austerità e declino normalizzato è una cosa strana da fare.
– organizzare un gala solo perché i musicisti possano competere l’uno contro l’altro per un premio di scarso valore non fa nulla per perorare la causa della musica “giusta”.
– chiedere alla toyota un aiuto per coprire i costi di quel gala, in un’estate in cui lo scioglimento della calotta polare a nord sta venendo mandato in streaming su internet, È FUORI DI TESTA, CAZZO, e fa sembrare gli organizzatori disattenti all’attuale, orribile malessere.
questi sono momenti difficili per tutti, e il blues dei musicisti è piuttosto in basso nella lista delle cose da correggere con urgenza MA E MA se il senso di questo premio e questa festa è riconoscere il lavoro musicale compiuto in nome di qualcosa di diverso dai soldi facili, allora forse la prossima celebrazione dovrebbe tenersi in una sala più sporca, senza pubblicità delle corporazioni e dei padroni della cultura, e forse è tanto tempo che una festa come questa merita di essere fatta- sarebbe davvero bello potersi godere una cosa simile, da qualche parte in qualche momento in cui il punto del tutto non siano solo i soldi che si danno una pacca sulla spalla”.
Potete leggere l’intera dichiarazione (in inglese) qua.
Potete ascoltare qua sotto Mladic, da Allelujah! Don’t Bend! Ascend!.



