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Joni Mitchell sta con Neil Young e ha deciso di rimuovere la sua musica da Spotify

Joni Mitchell ha deciso di seguire l’esempio di Neil Young e rimuovere la sua musica da Spotify a causa dei podcast che diffondono disinformazione sul Covid
(Credit: Joni Mitchell)

Joni Mitchell ha deciso di seguire l’esempio di Neil Young e rimuovere la sua musica da Spotify a causa dei podcast che diffondono disinformazione sul Covid

Pochi giorni fa, Neil Young aveva chiesto e ottenuto che la sua musica venisse rimossa da Spotify, in polemica con la piattaforma colpevole di ospitare podcast di disinformazione sul Covid e i vaccini. Ora qualcuno sta iniziando a seguire il suo esempio, in particolare Joni Mitchell, che ha scritto sul suo sito: “Ho deciso di rimuovere tutta la mia musica da Spotify. Persone irresponsabili diffondono bugie che costano la vita alle persone. Sono solidale con Neil Young e con la comunità scientifica e medica su questo problema”.

Mitchell ha anche postato una lettera aperta a Spotify firmata da medici e scienziati, dove si legge fra le altre cose: “Il 31 dicembre 2021, Joe Rogan Experience (JRE), un podcast in esclusiva su Spotify, ha caricato un episodio molto controverso con ospite il Dr. Robert Malone (#1757). L’episodio è stato criticato per aver promosso teorie cospirazioniste, e il JRE ha una storia preoccupante di diffusione di disinformazione, in particolare per quanto riguarda la pandemia di COVID-19. Consentendo la diffusione di affermazioni false e dannose per la società, Spotify sta permettendo ai media ospitati di danneggiare la fiducia del pubblico nella ricerca scientifica e seminare dubbi sulla credibilità delle indicazioni basate sui dati offerte dai professionisti del settore medico. […] Questa non è solo una preoccupazione scientifica o medica; è una questione sociologica di proporzioni devastanti, e Spotify è responsabile di permettere a questa attività di prosperare sulla sua piattaforma. Noi, i sottoscritti medici, infermieri, scienziati ed educatori invitiamo quindi Spotify a stabilire immediatamente una politica chiara e pubblica per moderare la disinformazione sulla sua piattaforma”.

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