Trent Reznor parla del caso Marilyn Manson e smentisce un episodio che lo riguarda nell’autobiografia di Manson

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Dopo le accuse di violenza mosse a Marilyn Manson, è tornato alla luce un episodio raccontato nella sua autobiografia che vede coinvolto Trent Reznor

Dopo le tante accuse mosse nei giorni scorsi a Marilyn Manson in seguito alle dichiarazioni di Evan Rachel Wood, a causa delle quali il musicista è stato scaricato dalla casa discografica, è tornata a circolare una pagina della sua autobiografia del 1998, The Long Hard Road Out of Hell, che vede coinvolto Trent Reznor in un episodio di violenza sessuale. Il leader dei Nine Inch Nails si è però affrettato a ribadire di non aver niente a che fare con Manson da oltre 20 anni, aggiungendo che la vicenda sarebbe “una totale invenzione”.


Nel libro viene citata un’intervista del 1995 per Empyrean Magazine – mai pubblicata perché l’editore della rivista “pensava che il magazine avesse seguito procedure non etiche per estorcere informazioni a Mr. Manson” – in cui si racconta che Manson e Reznor avrebbero abusato fisicamente e sessualmente di una donna non sobria, la notte prima che Manson firmasse per l’etichetta di Reznor.

“Sono stato chiaro negli anni”, ha dichiarato Reznor a Pitchfork “sulla mia antipatia per Manson come persona e ho tagliato i ponti con lui quasi 25 anni fa. Come ho detto in passato, il passaggio del memoir di Manson è una totale invenzione. Mi sono infuriato e offeso quando è uscito ed è ancora così”.

Nel 2009 Reznor aveva detto a Mojo: “è una persona maligna e passerà sulla faccia di chiunque pur di avere successo, superando qualsiasi linea di decenza. Vedendolo ora, la droga e l’alcol governano la sua vita ed è diventato un clown strafatto”. Nel 2017 invece Manson sosteneva che si ci fosse stata una riconciliazione: “mi ha mandato un’email, abbiamo rimediato tramite Tyler Bates in modo abbastanza strano. Nell’email ha scritto qualcosa tipo ‘mi fa davvero incazzare che la musica non sia più pericolosa e mi ricorda quanto eri grande e quanto lo ero io e i tempi, l’era”.

Redazione Rumore
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