I System Of A Down tornano dopo 15 anni con due nuovi brani per sensibilizzare sul conflitto in Artsakh e Armenia

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(Daron Malakian, John Dolmayan; Boffom, from Left: Serj Tankian, Shavo Odadjian)

Erano 15 anni, dall’album Hypnotize del 2005, che i System Of A Down non pubblicavano nuova musica: l’occasione (non felice) per farsi risentire è il conflitto scoppiato di recente tra Artsakh (Nagorno Karabakh) e Azerbaigian, quest’ultimo aiutato dalla Turchia, che ha convinto Daron Malakian, Serj Tankian, Shavo Odadjian e John Dolmayan, tutti di origine armena, a pubblicare due nuovi brani, Protect The Land e Genocidal Humanoidz, e donare tutte le royalties provenienti dallo streaming e dalla vendita all’Armenia Fund.  

“Ho scritto ‘non importa cosa pensiamo l’uno dell’altro”, racconta John Dolmayan, che un mese fa aveva scritto ai compagni di band per convincerli a tornare in studio, “non importa quali problemi ci siano stati nel passato, dobbiamo metterli da parte perché quello che sta accadendo è più grande dei System Of A Down e più grande di tutti noi… dobbiamo fare qualcosa per sostenere il nostro popolo”.

“Le aggressioni e le ingiustizie continue contro il popolo armeno in Artsakh e in Armenia da parte dell’Azerbaigian e della Turchia sono una violazione dei diritti umani e un crimine di guerra” aggiunge Tankian, “Tutti noi System ci rendiamo conto che questa è una battaglia esistenziale per la nostra gente, quindi è molto personale per noi. Ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento è che il mondo metta da parte la politica e sostenga l’Armenia sanzionando la Turchia e l’Azerbaigian e riconoscendo l’Artsakh”.

Qui sotto potete vedere il video di Protect The Land, prodotto come sempre da Odadjian, che ha anche curato copertina e grafica, in cui sono presenti filmati recenti delle proteste e dei combattimenti sul campo in Artsakh: “Volevo mostrare l’unione della nostra gente in tutto il mondo per una causa comune, illustrando il potere in numeri quindi abbiamo riunito persone di tutte le età e professioni che credono e lottano per questa stessa causa. Una cosa è avere un’idea, ma vederla prendere vita come è successo con questo video, è stato semplicemente incredibile”.

Redazione Rumore
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