Peter Hook racconta l’importanza dei Kraftwerk. Da Moroder a Holly Herndon: gli omaggi del mondo della musica a Florian Schneider

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(Credit: Daniele Dalledonne)

In seguito alla notizia della scomparsa di Florian Schneider, moltissimi artisti hanno voluto ricordare il cofondatore dei Kraftwerk, band che ha avuto un’influenza enorme sulle generazioni successive.

Fra questi, Peter Hook ha affidato a NME un lungo racconto sull’importanza del gruppo tedesco per i suoi Joy Division: “Il mio primo ricordo dei Kraftwerk”, dice, “risale a quando Ian Curtis mi ha dato un LP. Mi ha dato Autobahn e poi Trans Europe Express. Sono stato assolutamente ipnotizzato da entrambi. Ian suggerì che ogni volta che i Joy Division sarebbero saliti sul palco, avremmo dovuto farlo con Trans Europe Express. L’abbiamo fatto dal primo concerto, fin quasi all’ultimo. L’educazione musicale di Ian era fantastica. Ci ha insegnato tutto dai Doors ai Can. Metteva questi artisti davanti a me e Barney e loro sono diventati importantissimi per noi.

I Joy Division erano molto legati ai Kraftwerk, ma è stato solo quando abbiamo formato i New Order e abbiamo potuto permetterci i giocattoli che la nostra principale fonte di ispirazione è diventata ‘rubiano ai Kraftwerk’

La loro musica era incredibilmente semplice, ma impossibile da replicare. Non conoscevi mai i Kraftwerk individualmente. So che hanno avuto i loro problemi come gruppo, come ce li abbiamo tutti, ma mi piace il modo in cui sono sempre sembrati questa unità chiusa e vicina. Ian ha sempre modellato quello che voleva fossero i Joy Division dal punto di vista dell’attitudine sui Kraftwerk, senza ombra di dubbio. Mentre tutti cercavano di trasformarci in ‘Ian Curtis And Joy Division’, lui diceva, ‘no no, dobbiamo essere come i Kraftwerk – siamo tutti noi, insieme’. Questa era l’immagine. Ancora non so chi di loro faceva cosa. Credo che ci sia forza, onestà e rispetto in questo.

I Kraftwerk hanno avuto una grandissima influenza su di noi, musicalmente e stilisticamente. Ian era davvero sbalordito dal modo in cui si vestivano e si comportavano oltre che dalla loro musica. Era il triangolo perfetto. Se ascolti tanta musica oggi, senti completamente l’influenza dei Kraftwerk.

Continua Peter Hook: “È buffo, perché ricordo di aver visto i Kraftwerk quando è arrivata l’acid house ed è stata la prima volta che non mi sono piaciuti, perché volevo solo il 4/4. Ricordo di aver pensato ‘che cosa sei diventato, Hooky?’. Erano avanti a chiunque, anche dal punto di vista dell’elettronica. Facevano i loro sequencer anni prima di tutti gli altri. Ricordo di averli visti alla Free Trade Hall di Manchester nel tour in cui non apparivano sul palco. Era incredibile stare in un posto sold-out a guardare quattro manichini e non accorgersene perché la musica era fantastica. Avevano un quadraphonic P.A. e questa è un’altra cosa che abbiamo preso per i New Order appena abbiamo potuto. Non li ho mai incontrati. L’ultimo concerto che hanno fatto con Florian è stato a un festival in Spagna nel 2006, e anche noi suonavamo (così come Snoop Dogg). Barney era un po’ in cattive condizioni, diciamo così. Era molto allegro e voleva disperatamente andare a parlare coi Kraftwerk. Mia moglie mi rimprovera sempre di non cogliere le occasioni, ma lui è andato nel loro camerino ed era così fuori di testa che gli hanno chiesto di andarsene! In un certo modo, probabilmente è meglio che non ci sia andato. Eravamo nello stesso hotel dei Kraftwerk. Ricordo che ero in coda per il check in e guardavo Florian Schneider e il modo in cui indossava il suo vestito di nylon futuristico. Pensavo ‘sei fuori servizio, amico, e stai esagerando’. Ma non ho parlato. Non avrei saputo cosa dire a qualcuno che mi aveva ispirato così tanto. Il fatto che sia morto è la cosa più triste del mondo. La settimana scorsa è morto anche Dave Greenfield degli Stranglers. Loro erano un altro gruppo che guardavo da ragazzo, augurandomi e sperando che un giorno sarei stato nella stessa posizione. Queste cose ti fanno sentire molto mortale”.

Più sintetici, ma non meno sentiti, i post di artisti di tutte le epoche, da Giorgio Moroder a Cosey Fanni Tutti a Matt Healy, Holly Herndon e tanti altri. Ne abbiamo raccolto alcuni:

Redazione Rumore
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